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Dalla Camera sì all'emendamento

Dalla Camera sì all'emendamento che salva i precari dei comuni in dissesto

Interessati oltre 5 mila lavoratori in 89 Amministrazioni siciliane

Dalla Camera sì all'emendamento che salva i precari dei comuni in dissesto

PALERMO - I circa sette mila precari siciliani nei comuni dissestati o in pre-dissesto tirano un respiro di sollievo, dopo il via libera in aula alla Camera, in sede di approvazione della legge di stabilità, dell'emendamento che consente la proroga di un anno dei contratti di lavoro, a partire dal prossimo primo gennaio. "In questo modo li abbiamo equiparato agli altri 22 mila precari di quegli enti locali che non hanno problemi di dissesto in attesa di una possibile stabilizzazione per tutti", spiega all'ANSA, il deputato del Pd, Angelo Capodicasa, uno dei firmatari del provvedimento.

 

"Sull'emendamento - aggiunge l'ex presidente della Regione - si è spaccato il gruppo del M5s mentre hanno votato contro Lega e Forza Italia. Così, dopo l'approvazione delle deroghe per tutti i precari degli enti locali in Sicilia, abbiamo completato l'opera con quelli che lavorano nei comuni dissestati senza dover attendere il decreto cosiddetto milleproroghe". "Nella pubblica amministrazione si entra per concorso, per questo abbiamo detto no all'emendamento. Noi portiamo avanti il progetto del concorso pubblico, delle competenze e del reddito di cittadinanza", spiega Claudia Mannino del M5s. Dopo l'approvazione dell'emendamento i sindacati hanno revocato le mobilitazioni in programma da lunedì prossimo.

 

"Apprezzamento", viene espresso dal presidente dell'Anci in Sicilia Leoluca Orlando: "sono state accolte - afferma - le nostre richieste e continueranno a sostenere soluzioni definitive rispettose delle esigenze fondamentali dei servizi resi dai Comuni e della dignità di migliaia di lavoratori". Per i deputati siciliani del Pd Berretta, Boccadutri, Schiró, Iacono, Albanella, Burtone, Amoddio, Zappulla, Piccione, Culotta, Ribaudo, Lauricella, Moscatt, Cardinale, Raciti, Causi, Greco e Taranto l'approvazione dell'emendamento: "è un premio e un riconoscimento al lavoro di squadra svolto da tutti i deputati siciliani del Partito Democratico, impegnati nella difesa dei lavoratori e delle prerogative della Sicilia contro i pregiudizi, ma anche contro le dichiarazioni della deputata Mannino del M5S, la quale si è schierata contro l'emendamento". "Oggi abbiamo fatto un grande passo in avanti e - annunciano - continueremo a lavorare affinché nessuno di questi precari resti indietro".

 

"Ancora una volta grazie all'intesa tra Pd e Ap alla Camera è stato possibile mantenere l'impegno assunto con migliaia di famiglie siciliane, un impegno fortemente richiestomi dal gruppo regionale di Ap", aggiunge il sottosegretario allo Sviluppo Economico Simona Vicari. Plauso anche dagli altri deputati siciliani di Area popolare Nino Bosco, Vincenzo Garofalo, Nino Minardo, Dore Misuraca e Giampiero D'Alia: "Con questo emendamento, che completa quanto già previsto per i 22mila precari siciliani di comuni, ospedali e regione, viene sanato un principio di diritto per quei lavoratori e le loro famiglie che già vivono in condizioni di oggettiva difficoltà - dicono - Il nostro impegno sarà quello di arrivare ad una progressiva stabilizzazione di questi lavoratori". Critiche arrivano da Fi.

 

"Si tratta di una pezza ad un problema che viene solo rinviato all'anno prossimo, lasciando nell'incertezza, ma anche nella delusione, un bacino di lavoratori che oggi rappresenta la spina dorsale degli enti locali siciliani", osserva il capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone. E rincara la dose: "l'impressione che si ha è quella che il governo nazionale ha voluto creare prima il problema, lasciando fuori dalla proroga una parte dei precari, per poi amplificare di aver trovato la soluzione".

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