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Paternò, anziano ucciso a coltellate:

Paternò, anziano ucciso a coltellate: c’è un fermato, la pista non è mafiosa

Anche la moglie della vittima fu assassinata a coltellate nel 2011

Anche la moglie della vittima fu assassinata a coltellate nel 2011

Paternò, anziano ucciso a coltellate: c’è un fermato, la pista non è mafiosa

PATERNÒ - I carabinieri hanno fermato un uomo nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Natale Padalino, ucciso ieri con più di 30 coltellate al torace e poi gettato in una strada rurale alla periferia di Paternò (Catania). L’uomo, portato in caserma, sarà interrogato al più presto dal pm titolare delle indagini. Sulla sua identità è mantenuto il massimo riserbo. Gli investigatori escludono collegamenti con la criminalità organizzata, probabilmente anche alla luce del profilo della vittima che non ha precedenti penali. Si indaga quindi in altri ambienti, ma ancora nessuna ipotesi è stata avanzata dagli investigatori.     Il cadavere di Natale Pedalino, disoccupato, originario di Paternò, è stato trovato alle 22 di ieri ai margini di una strada rurale alla periferia del paese, in contrada “Cotoniera” in una zona rurale. Non è escluso che sia stato assassinato in un altro posto. Sarebbe morto intorno alle 17 di ieri. Sul corpo presentava i segni di trenta coltellate, tra addome e mani.     I carabinieri comunque sembrano avere una pista precisa, anche perché la convivente dell’uomo avrebbe raccontato che Pedalino aveva un appuntamento, forse per trattare su un lavoro fatto in campagna, non chiaro se una compra-vendita di olive. I militari dell’Arma restano, comunque, a bocche cucite. Non confermano né smentiscono. Sicuramente maggiori dettagli e nuovi elementi alle indagini potranno aversi dopo l’interrogatorio della persona fermata oltre che dai tabulati telefonici relativi al telefonino della vittima. Un omicidio che non sembra di difficile soluzione, con l’indagine affidata al Pubblico ministero, Fabrizio Aliotta.     Una morte tragica, questa di Natale Pedalino, molto simile a quella della moglie, Santa Puglisi, di 62 anni, avvenuta a Granozzo di Novara (in provincia di Novara) nell’estate del 2011. Ad uccidere la povera donna fu la convivente del figlio, Anna Casciano, condannata in primo grado, con rito abbreviato, a 16 anni di reclusione. Entrambi vivevano nello stesso palazzo e avevano frequenti litigi. La nuora ha ucciso Santa Puglisi, con un coltello, dopo l’ennesima lite.

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