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Mario Ciancio: «Felice e sollevato»

Mario Ciancio: «Felice e sollevato»

“Sono felice e sollevato per la decisione del giudice che ha ritenuto non vi fossero elementi per sostenere l’accusa che mi era stata rivolta”. Lo ha detto il direttore e editore de La Sicilia, Mario Ciancio Sanfilippo, commentando il non luogo a procedere nei suoi confronti disposto dal Gup di Catania. “Ho sempre avuto la massima fiducia nella nostra Giustizia - aggiunge Mario Ciancio Sanfilippo - e tanto più ne ho avuta in questi mesi difficili, confidando in un esito positivo della vicenda, essendo assolutamente certo della mia totale estraneità ai fatti che mi venivano contestati. Oggi - aggiunge - è il giorno in cui ritrovo la mia serenità e quella della mia famiglia, ma anche quella dei giornalisti e di tutte le persone che lavorano con me, anche loro in qualche modo chiamati in causa in questa vicenda ed anche loro - sottolinea il direttore ed editore de La Sicilia - credo di poter dire, oggi liberati di un peso che sapevano e sentivano di non potere assolutamente avere sulla coscienza per quello che con me hanno fatto in tanti anni di lavoro serio, onesto, trasparente. Un lavoro che da oggi - conclude Mario Ciancio Sanfilippo - proseguirà con lo stesso impegno e la stessa forza al servizio dei lettori”.

 

Questa sentenza ha consentito di evitare ingiustizie: sono particolarmente felice di avere trovato un giudice che ha trovato la forza e il tempo di leggere questa mole di carte e di assumere una decisione assolutamente coraggiosa”: è il commento alla notizia del non luogo a procedere nei confronti di Mario Ciancio Sanfilippo del legale del direttore ed editore de La Sicilia, l’avvocato Carmelo Peluso, che lo ha assistito con Francesco Colotti, dello studio di Giulia Bongiorno. “Quando i processi non sono istruibili - ha osservato il penalista - ci vuole qualcuno che lo dica prima che si facciano feriti e si lascino sul campo famiglie senza lavoro. Oggi spero che sia l’alba di un nuovo periodo. La Corte di Cassazione sta disinfettando il bisturi dell’antimafia e ho portato diverse sentenze per potere dire che oggi ci vogliono le prove per fare i processi”. “Non sono più ammissibili i tempi - ha aggiunto l’avvocato Peluso - in cui si fanno sui sospetti, perché lasciano per strada sequestri penali, misure di prevenzione, aziende che falliscono. Tutto questo, per carità, se è giusto allora è giusto che accada, se non è giusto pensiamoci per tempo”.

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