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Palermo, scandalo SagutoLicata trasferito a Patti

Palermo, scandalo Saguto Licata trasferito a Patti

Il magistrato coinvolto nella vicenda della gestione deibeni confiscati finisce alla sezione lavoro del tribunale di Patti. A Palermo arriva Tommaso Virga 

Palermo, scandalo Saguto Licata trasferito a Patti
ROMA - Nuovo round nella vicenda che ha coinvolto Silvana Saguto, ex presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, e altre toghe finite sotto inchiesta da parte della procura di Caltanissetta. Il Pg della Cassazione, Pasquale Ciccolo, ha deciso di esercitare l’azione disciplinare nei confronti dei magistrati Tommaso Virga, Fabio Licata, Lorenzo Chiaromonte e Guglielmo Muntoni, coinvolti nel caso. Lo ha annunciato il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, al plenum, che ha anche disposto il trasferimento di Licata al Tribunale di Patti come giudice del lavoro e di Virga alla Corte d’appello di Roma. Decisione, quest’ultima, che ha sollevato le critiche di M5S: «Più che un trasferimento, un premio», ha commentato il parlamentare Riccardo Nuti. I due magistrati avevano fatto richiesta per essere spostati ed evitare il trasferimento d’ufficio, che pesa sulla carriera.
 

Licata e Chiaromonte operavano con la Saguto nella sezione che si occupa della gestione dei beni sequestrati ai boss. Virga, ex consigliere del Csm, era presidente di sezione al tribunale palermitano. Muntoni invece è presidente della sezione Misure di prevenzione di Roma, ma il suo nome è spuntato in alcune intercettazioni agli atti dei pm di Caltanissetta. Un filone scaturito da una serie di denunce, che vede indagata per corruzione e abuso d’ufficio Silvana Saguto, dal 2010 fino a poco tempo fa presidente della sezione del tribunale di Palermo che si occupa della gestione di beni sequestrati ai boss. A inizio novembre Saguto è stata sospesa sia dalla funzione, sia dallo stipendio: la sezione disciplinare del Csm non ritenne sufficiente il trasferimento d’ufficio, ravvisando il pericolo della reiterazione degli abusi. L’inchiesta che la coinvolge vuole far luce su un giro di affidamenti dei beni che avrebbe fruttato parcelle d’oro a un ristretto gruppo di professionisti chiamati a svolgere il ruolo di amministratori giudiziari.
 
 

Nell’inchiesta sono coinvolti, a vario titolo, anche il marito della Saguto, Lorenzo Caramma, l’avvocato Gaetano Cappellano Seminara e il costruttore Vincenzo Piazza. Ma nella bufera sono finiti a anche i magistrati Chiaramonte, Licata, Virga. Per il primo l’organo di autogoverno delle toghe aveva già disposto il trasferimento al tribunale di Marsala con le stesse funzioni il 9 dicembre. Ora il plenum ha deciso di spostare gli altri due.
 

Il Pg della Cassazione ha avviato l’azione disciplinare anche nei confronti di Anna Scognamiglio, indagata a Roma per concussione per induzione nell’inchiesta che coinvolge anche il governatore della Campania De Luca. Scognamiglio è stata giudice nel procedimento per l’applicazione della legge Severino a De Luca, bloccando la sospensione dalla carica per il governatore.
 

Ma secondo l’accusa lei e il marito, Guglielmo Manna, avrebbero minacciato una decisione sfavorevole per ottenere da De Luca una nomina per Manna nella sanità campana. Ciccolo ha proceduto sulla base dei capi di incolpazione ma non ha richiesto misure cautelari. (ANSA).
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

    

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