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Tra Catania e Palermo sbarcano in mille

Tra Catania e Palermo sbarcano in mille

Oltre mille migranti sono sbarcati in Sicilia tra Catania e Palermo, dove la polizia durante le fasi di assistenza e identificazione, ha fermato tre presunti scafisti. Da Lampedusa sono state trasferite a Porto Empedocle (Ag), a bordo del traghetto, 33 persone. Ora nel centro in contrada Imbriacola rimangono 680 ospiti, in attesa di partire. Dovranno invece lasciare l'Italia, entro una settimana, una cinquantina di africani, di origine sub-sahariana, che hanno protestato davanti alla Questura di Agrigento dopo avere ricevuto il foglio di espulsione, non avendo diritto all'asilo politico.

 

Lo sbarco più grosso è avvenuto nel porto di Palermo, dove in mattinata dalla nave norvegese Siem Pilot sono scese 931 persone, soccorse nei giorni scorsi al largo della Libia dalle unità della Marina militare: 841 uomini, 64 sono donne, tra cui due in gravidanza, e 26 minori accompagnati. Sono stati accolti nel molo dai medici dell'Asp di Palermo, dai volontari della Croce Rossa e della Caritas Diocesana, coordinati dalla Prefettura. Tra i volontari anche un gruppo di diaconi, guidati dall'arcivescovo, Corrado Lorefice, secondo cui "è bello che si sappia che Palermo ha questa grandezza d'animo che deve venire sempre fuori". La Caritas diocesana ha offerto latte, the caldo, biscotti, acqua, frutta e panini imbottiti e ha messo a disposizione due strutture di accoglienza per ospitare 150 migranti, e la mensa San Carlo di piazza Rivoluzione.

 

Per i bisogni dei migranti saranno devoluti anche 2.500 euro raccolti domenica sera in Cattedrale durante la messa della Santa Famiglia alla quale hanno partecipato oltre duemila fedeli. "Sono piccole cose che testimoniano l'accoglienza della Chiesa di Palermo verso questi nostri fratelli - aggiunge l'arcivescovo - È questa è la strada che bisogna percorrere perché il mondo ha bisogno di cura e di accoglienza". Poco dopo, a Catania sono giunti altri 114 migranti soccorsi dal pattugliatore della Guardia Costiera "Dattilo". Per il leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, che si trovava proprio nella città etnea per una iniziativa politica, l'Europa non fa abbastanza.

 

Anzi, "gli hot spot sono il modo con cui l'Unione europea scarica il fenomeno migratorio esclusivamente sull'Italia, il problema si risolve quando si cominceranno a distribuire i richiedenti asilo in tutti i 28 Paesi dell'Ue e si faranno politiche, compresa quella di affrontare realmente l'emergenza".

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