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Frodi creditizie: 1.183 casi in Sicilia

Frodi creditizie: 1.183 casi in Sicilia Palermo al primo posto, seguita da Catania

La regione si trova al 2° posto nella graduatoria nazionale

Frodi creditizie: 1.183 casi in Sicilia Palermo al primo posto, seguita da Catania

BOLOGNA – Quello delle frodi creditizie, perpetrate attraverso un furto di identità e il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene, è un fenomeno che anche nel nostro Paese sembra non conoscere crisi per quanto si registri una flessione rispetto al precedente periodo di rilevazione. Nello specifico, sulla base delle evidenze presenti nella ventunesima ultima edizione dell’Osservatorio CRIFi casi stimati a livello nazionale nel I semestre 2015 sono risultati essere quasi 8.000. Al contempo si è registrato un aumento di circa il 2% dell’importo medio frodato, attestatosi a 5.952 Euro. Queste le principali evidenze contenute nell’Osservatorio CRIF sui furti di identità e le frodi creditizie – giunto alla ventunesima edizione - che monitora in modo sistematico e strutturato il fenomeno facendo emergere una dimensione assolutamente preoccupante seppur non sempre associata ad un’adeguata consapevolezza e a comportamenti di autotutela realmente efficaci. Per quanto riguarda nello specifico la Sicilia, nei primi 6 mesi del 2015 sono stati rilevati 1.183 casi (in ulteriore aumento rispetto alla precedente rilevazione), dato che colloca la regione al 2° posto nella graduatoria nazionale capeggiata dalla Campania. Il maggior numero di frodi è stato registrato nella provincia di Palermo, con 390 casi, seguito da Catania con 293. È stata però la provincia di Ragusa ad aver fatto segnare la crescita più consistente rispetto all’anno precedente, con un eloquente +44,1%, seguita da Caltanissetta con +32,2%.  

 

«Le frodi creditizie sono un fenomeno che non conosce crisi e, anzi, i criminali sembrano diventare sempre più professionali, inventando continuamente nuove modalità di truffe sia su Internet sia nel mondo reale, per ottenere dati personali con cui compiere furti d’identità finalizzati ad acquistare beni e servizi - commenta Beatrice Rubini, Direttore della linea MisterCredit di CRIF -. Altro aspetto degno di nota è rappresentato dal legame tra le zone in cui le persone tendono maggiormente a sottovalutare questo tipo di frode, nello specifico il Nord Ovest del paese secondo una recente rilevazione campionaria, e l’incremento del fenomeno. Ad ogni modo, nessuno può dirsi veramente al riparo dal rischio di subire una frode ma soprattutto tra gli over 40, che rappresentano la categoria in cui si registra il maggiore incremento nella vittimizzazione, sarebbe importante una presa di coscienza e la conseguente adozione di comportamenti virtuosi».  

 

La tipologia di finanziamento oggetto di frode  

Gli acquisti fraudolentemente effettuati attraverso un prestito finalizzato continuano a fare la parte del leone: seppur in lieve diminuzione rispetto al corrispondente periodo del 2014 (quando aveva riguardato oltre l’80% dei casi), nei primi 6 mesi dell’anno in corso il 74,3% dei casi di frode creditizia ha interessato questa tipologia di prodotto. Questo si spiega soprattutto con il fatto che la frode viene spesso portata a termine presso un punto vendita (ad esempio una concessionaria auto) oppure una catena di distribuzione, che rispetto agli Istituti di credito hanno l’esigenza di rispondere al cliente in tempi stringenti, sovente penalizzando la prevenzione a vantaggio delle vendite. Un aumento estremamente significativo (+86,6%) si registra invece per le frodi associate alle carte di credito, che balzano al secondo posto assoluto della graduatoria con una quota del 12,8%, e per quelle sui fidi che, seppur con una quota minoritaria, sono quasi raddoppiate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.  

 

La tipologia di beni e servizi acquisiti attraverso un finanziamento fraudolento  

Nell’ambito dei prestiti finalizzati, oltre la metà dei casi di frode rilevati, il 52,7% del totale per la precisione, ha avuto per oggetto l’acquisto di elettrodomestici (+44,1% rispetto al 2014) e prodotti di elettronica e informatica quali, ad esempio, tv di ultima generazione, smartphone e tablet. Va comunque segnalato come quasi il 6% delle frodi creditizie siano state commesse in fase di acquisto di auto e moto, con un importo frodato superiore agli 11.000 Euro. Una quota rilevante di frodi ha riguardato anche gli articoli di arredamento (con il 7,4% del totale), in crescita del +37,1% rispetto alla precedente rilevazione. Nel complesso, per quanto riguarda il tipo di bene acquisito mediante una frode creditizia in rapporto all’erogato, le categorie più colpite sono state, nell’ordine, quelle dei consumi/abbigliamento/lusso, travel/entertainment, elettrodomestici ed elettronica/informatica/telefonia.  

 

La distribuzione delle frodi per classe di importo  

Nei primi 6 mesi del 2015 le frodi creditizie commesse in Italia hanno visto crescere ulteriormente l’importo medio del 2% rispetto al corrispondente periodo del 2014. Relativamente alla distribuzione, nel 36% dei casi l’importo frodato è risultato inferiore ai 1.500 Euro (con una quota sul totale in calo del 16%), in virtù del peso rilevante delle frodi portate a termine per l’acquisto di prodotti di elettronica di consumo, informatica e telefonia, tipicamente di importo più contenuto. Il 33,4% dei casi, però, ha visto un importo superiore ai 10.000 Euro, con una crescita addirittura del +56% per quanto riguarda le frodi relative a prestiti di importo superiore ai 20.000 Euro. Il profilo delle vittime: ripartizione delle frodi per sesso ed età Ma chi sono le vittime preferite dei frodatori? Ancora una volta la distribuzione delle frodi per sesso evidenzia che la maggioranza delle vittime sono uomini, nel 60,2% dei casi. Rispetto al primo semestre 2014 la distribuzione dei casi per genere è pressoché inalterata. Osservando la distribuzione delle frodi per classi di età, quella in cui si concentra il maggior numero di casi è quella compresa tra i 41 e i 50 anni (con il 25,8% del totale), che balza dal terzo al primo posto della classifica. Prosegue invece la tendenza già evidenziata anche nel corso del 2014: la fascia nella quale si rileva il maggior incremento percentuale delle frodi è quella degli over 60 (+18,4%) mentre diminuiscono gli under 30 (-15,1%).  

 

I tempi di scoperta  

I tempi di scoperta delle frodi continuano ad essere caratterizzati da una polarizzazione in due macro categorie: da un lato quasi il 60% dei casi viene scoperto entro i primi 12 mesi (in crescita rispetto al I semestre 2014), dall’altro lato continuano ad emergere casi di frode messi in atto tre, quattro e addirittura cinque anni prima della scoperta (con una quota pari a circa il 18% del totale).

 

Analizzando i tempi di scoperta in relazione al tipo di credito ottenuto in maniera fraudolenta, è interessante evidenziare che per i prestiti finalizzati, in quasi la metà dei casi, la frode viene scoperta entro i primi sei mesi di vita del finanziamento mentre per i prestiti personali i tempi risultano decisamente più lunghi: per questa forma tecnica, infatti, solo nel 34% dei casi le frodi vengono scoperte entro 6 mesi dalla erogazione mentre nel 40% dei casi vengono alla luce dopo oltre 2 anni.  

 

«Il sistema SCIPAFI sta dando origine ad un nuovo modo di gestire la qualità del dato anagrafico e reddituale della clientela, consentendo di far entrare informazioni ‘pulite’ nei sistemi anagrafici degli istituti a beneficio di tutti i processi destinati a fare delle valutazioni sul soggetto, ad esempio le istruttorie crediti ma anche le verifiche antiriciclaggio e antiterrorismo– concludeMaria Luisa Cardini, responsabile del centro di competenza CRIF FraudPrevention&Compliance Solutions –. Per altro non va dimenticato il recupero dei crediti insoluti, che con SCIPAFI riceve un dato utile per il rintraccio del soggetto, ovvero il domicilio fiscale. Nel 2016 le verifiche di SCIPAFI si allargheranno anche ad altri tipi di documento tra cui i passaporti e i permessi di soggiorno, dando un supporto significativo a temi legati al rischio reputazionale e di sicurezza a tutto tondo».

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