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A come Agata, Z come Ztl: vota il sondaggiosu Catania 2016

A come Agata, Z come Ztl: il vocabolario di Catania per il 2016

A come Agata, Z come Ztl: il vocabolario di Catania per il 2016

Di fronte all’inizio del nuovo anno, spesso ci si pone come quell’alunno che guardando alle pagine ancora intonse del diario promette di essere più studioso, volenteroso, attento, ordinato, rispettoso. Salvo poi ripetere strafalcioni e marachelle quando quelle stesse pagine di diario cominciano a essere riempite da scarabocchi, adesivi, vignette, disegni. Perché non è cambiando il calendario o sfogliandolo nel corso dei mesi che - quasi taumaturgicamente - cambia la quotidianità, la vita. Però è giusto, in questo giorno, almeno darsi degli obiettivi, persino ambiziosi, fissare delle priorità, calendarizzare gli impegni, magari riavvolgendo il film delle cose fatte e non fatte nei mesi precedenti. Accade per ciascuno di noi, accade per una città.

 

Così queste lettere rosse vogliono essere una sorta di agenda delle urgenze, un promemoria dei lavori in corso, un album delle aspettative. Un (possibile) vocabolario cittadino, dalla A di Agata - perché attorno alla Patrona si srotola la cartina tornasole degli umori dei catanesi, alla Ztl - perché una città diversa può ben vedersi da una differente maniera di viverla. Al cospetto del 2016 ci presentiamo, come tante altre volte, con un obbligatorio sentimento di speranza. Obbligatorio perché altrimenti non avrebbe neanche senso stare qui a discettare di una città altra, comunque migliore, di quale percorso fare, sperabilmente, inevitabilmente insieme – istituzioni e cittadini, per arrivare a un traguardo seppur intermedio.

 

La speranza, appunto obbligata ma anche ragionata, risiede nella città metropolitana e nella minore  precarietà dei conti comunali. Alberga attorno a opere pubbliche, servizi e strumenti di pianificazione da portare se non a compimento comunque sostanzialmente avanti: la metropolitana e l’ospedale San Marco, il piano del traffico e le ricuciture delle ferite urbanistiche, che vanno al di là di Corso Martiri della Libertà.


La speranza, ancora, abbisogna di vigore imprenditoriale e di politiche conseguenti, di un’amministrazione forte e autorevole anche perché capace di ascoltare e non per presunte investiture “a prescindere”.


Questa stessa speranza, poi, si nasconde tra le pieghe del nostro essere catanesi, del nostro senso civico che per essere tale non può soffrire di strabismo, invocando legalità e ordine e, al tempo, maledicendo regole e controlli.


Diamoci dodici mesi, altri dodici mesi per farci carico di una qualche responsabilità e raggiungere una qualche meta. E poi dirci tutto. Dalla A alla Zeta.  

 

 

 

 

 

E ora il sondaggio sulle priorità

Cosa aspettarsi dal 2016? Ciascuno avrà i suoi pensieri più intimi. Ed è giusto così. Ma c’è anche una identità collettiva. Ed è con questa che vogliamo “giocare” - attraverso un sondaggio per scoprire cosa si aspettano i catanesi dal nuovo anno. Quali sono le priorità di Catania e dei suoi abitanti? Un modo per conoscere anche quali sono le esigenze e le necessità dei cittadini per poi farci da tramite tra le istanze della gente e gli interlocutori istituzionali che possono far qualcosa e dare risposte concrete alle aspirazioni della collettività.

I risultati del sondaggio infatti saranno poi dibattuti sul giornale e sul nostro sito. Si può votare da oggi sino a domenica prossima 10 gennaio  Non è un questionario, ma un semplice sondaggio in cui votare alcune scelte che abbiamo selezionato fra le cose fattibili nel prossimo anno.

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