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Ispica, donna morta con una busta in testa

Ispica, donna morta con busta in testa La Procura apre inchiesta e dispone l'autopsia

Trovata sul divano, allarme dato dal marito. Non ci sono indagati

Ispica, donna morta con busta in testa La Procura apre inchiesta e dispone l'autopsia

ISPICA. «Aiutatemi, mia moglie non respira». Il 2016 è arrivato da un’ora. L’eco dei brindisi è ancora nell’aria quando squilla il telefono del 112. L’emergenza è al civico 44 di via Murri. La centrale operativa allerta subito il 118 e la stazione locale dei carabinieri. I primi ad arrivare sono gli operatori sanitari. Francesca Solarino, 35 anni, giace esanime sul divano del soggiorno della sua casa.

 

Si è suicidata o è stata ammazzata? Gli operatori del 118 tentano la rianimazione ma capiscono che non c’è più nulla da fare. Chiamano i carabinieri. Quando i militari arrivano la donna è sul pavimento. Sul piccolo tavolo del salotto c’è un sacchetto di plastica nero, di quelli che si usano per la spazzatura. Accanto una tracolla da borsa femminile o un cinturino da donna, di quelli sottili in simil pelle che non si usano più.

 

A toglierli dal collo e dal volto di Francesca sarebbe stato il marito nel tentativo di aiutarla. In giro per la casa non sembrano esserci medicine di alcun genere. La donna, secondo una prima ipotesi, potrebbe essersi suicidata infilando la testa nel sacco di plastica e bloccandolo sul collo con il cinturino. La mancanza di aria e le convulsioni, proprie della morte per soffocamento, richiedono una forte depressione e la ferma volontà del suicida.

 

Altrimenti, la forza di sopravvivenza spingerebbe chiunque a tentare di rimuovere il sacco e respirare. Francesca sembra non avere segni. Né sul collo, né sul corpo. Una pratica suicidiaria possibile, ma certamente poco diffusa. Perché uccidersi? Mamma di un ragazzino di 11 anni e moglie di un carrozziere che lavora saltuariamente, Francesca viene descritta come una donna solare.

 

La mattina del 31 il figlio è con i nonni, il marito la accompagna nel negozio di frutta e verdura dove aiuta il proprietario nelle pulizie e nella vendita. «Era normale, allegra e sorridente come sempre - afferma il titolare -. Mi dà una mano per amicizia. Il marito l’ha accompagnata e l’ha salutata con un bacio. Poi è tornato a prenderla dopo un paio d’ore. Francesca non sembrava affatto una persona che volesse morire».

 

Come ha trascorso il suo ultimo giorno di vita? Ieri pomeriggio i carabinieri hanno interrogato familiari. amici e conoscenti. Il marito è l’ultima persona che ha visto Francesca viva, ma qualcuno potrebbe aver parlato con lei al telefono. Racconta che i rapporti con la moglie sono incrinati da tempo. «Eravamo arrivati al capolinea» afferma. Sarà per questo che lui decide di festeggiare il Capodanno a Pozzallo. Con un amico.

Alle 20,30 esce di casa dopo un ennesimo litigio con la moglie. «Abbiamo sentito le urla» testimoniano i vicini che confermano di averlo visto salire in auto e allontanarsi. Nessuno ha visto Francesca che sarebbe rimasta a casa. Da sola. Un paio di leggins, un maglioncino, il cuore gonfio di disperazione e un divano su cui decidere di finire la vita con la fine dell’anno.

 

È probabile, ma non certo. Il pubblico ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Ragusa Francesco Riccio vuole intanto accertare le cause della morte. L’autopsia è fissata per domani. La salma viene sequestrata e portata nella cella frigorifera del cimitero di Ispica in attesa che il procuratore Carmelo Petralia assegni l’incarico al medico legale. Probabilmente dovrebbe essere sottoposta a sequestro anche la casa, luogo di ritrovamento del cadavere.

 

Quelle mura conoscono la verità e sanno perfettamente cosa è successo dalle 20,30 all’una della notte di San Silvestro. E infine sarà l’ora della morte, accertata dall’esame autoptico, a definire i contorni di uno scenario in cui si inseguono ipotesi più o meno azzardate. Francesca ha lasciato un biglietto in cui preannuncia e spiega i motivi perché ha deciso di togliersi la vita? C’è chi dice no e chi dice sì. Il sacchetto di plastica dal volto lo ha tolto il marito o i sanitari? Le versioni non coincidono. E se fosse stata uccisa, chi lo avrebbe fatto e perché? Qui, tranquillo paese di centenari, non è facile morire. Né suicidarsi, né essere ammazzati. Eppure, Francesca è morta.

 

Sarà l'autopsia dunque a chiarire le cause della morte di Francesca Solarino. Il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia, e il sostituto Francesco Riccio, hanno disposto l'autopsia conferendo l'incarico al dottore Giuseppe Iuvara, uno dei medici legali che si è occupato del caso Loris Stival, il bambino di 8 anni ucciso a Santa Croce Camerina per il cui delitto è sotto processo la madre, Veronica Panarello. È stata già eseguita un'ispezione cadaverica, ma l'esame sarà eseguito nei prossimi giorni. Per gli esiti completi ci vorrà dopo del tempo, soprattutto per gli accertamenti sui tessuti e quelli tossicologici. L'inchiesta della Procura di Ragusa è conoscitiva e senza indagati.

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