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A Catania il primo emporio solidale: un sostegno concreto a chi è in difficoltà

A Catania il primo emporio solidale: un sostegno concreto a chi è in difficoltà

Si fa la spesa senza soldi per alimentari e beni di prima necessità
A Catania il primo emporio solidale: un sostegno concreto a chi è in difficoltà
E’ aperto dal 23 dicembre, in via Luigi Sturzo 91, il primo «Emporio solidale» di Sicilia. Una sorta di supermercato dove le famiglie e le persone in gravi difficoltà economica possono andare ad «acquistare», scegliendoli secondo il proprio gusto, beni di prima necessità di cui hanno bisogno. Beni alimentari freschi e a lunga conservazione, ma anche vestiti e prodotti per l’igiene personale e della casa. Perché la dignità di ognuno passa anche attraverso la pulizia e la cura del proprio corpo e della propria casa. La particolarità dell’«Emporio solidale» è che i prodotti si «acquistano» senza soldi, ma utilizzando una «card sociale» a punti. Quando si arriva alla cassa, per ogni bene scelto dagli scaffali, si defalca il corrispondente punteggio.     Lo specifico di questo «emporio» - che è parte di un progetto più vasto e complesso - è che non vi si pratica la carità a pioggia. Le persone e le famiglie che hanno diritto di ottenere una card vengono individuate attraverso criteri severi e cioè il reddito, certificato dall’Isee, la presenza nel nucleo familiare di minori, malati, disabili, anziani, la mancanza di occupazione, l’essere sotto sfratto e altri ancora. Per ognuno di questi criteri viene stabilito un punteggio cosicché sono le persone e le famiglie che hanno più bisogno ad ottenere la card con il relativo accredito di punti da spendere all’emporio solidale.     Quando i punti si esauriscono la card non viene rinnovata automaticamente, ma solo dopo una nuova verifica dei requisiti. Questa forma di sostegno a chi è in difficoltà, infatti, vuole essere temporanea perché il progetto ambisce a fare in modo che i fruitori ricomincino a camminare sulle proprie gambe ed escano dalla condizioni di indigenza e di esclusione sociale. In questo prospettiva è data l’opportunità di incrementare il numero dei punti della propria card a chi si rende disponibile ad offrire il proprio tempo e le proprie competenze per aiutare l’attività dell’emporio e della rete di associazioni che lo sorreggono.     Questo significa che viene effettuata non soltanto una valutazione della reale situazione economica, ma anche delle competenze di ogni persona. C’è chi sa fare il falegname, chi ha competenze da muratore, da fabbro, da cuoco.... Riconoscerle e rimetterle in gioco è un modo per rimettersi in moto, per ricominciare a sperare e a camminare autonomamente.     Per questo è importante che la lettura del bisogno della singola persona e della singola famiglia sia corretta. A questo provvede un gruppo di volontari appositamente formati a questo scopo, e tra loro ci sono anche assistenti sociali, consulenti del lavoro, psicologi.     L’«emporio solidale» sarà aperto due volte a settimana - in giorni ancora da definirsi - per i beni a lunga conservazione (pasta, riso, pomodori pelati, tonno, carne, biscotti, prodotti per l’infanzia, a partire dai pannolini, saponi, shampoo, detersivi, dentifrici....) - e ogni giorno, 24 ore su 24, per quelli freschi (latte, yogurt, formaggi, pane, verdure, prodotti di tavola calda).     Negli spazi di via Luigi Sturzo 91, infatti, sarà possibile ritirare prodotti freschi anche di notte, attraverso una finestrella, come nelle farmacie notturne. A questo servizio, infatti, potranno accedere anche i senza fissa dimora che i volontari aiuteranno ad ottenere la residenza anagrafica.     A rifornire di beni questo supermercato solidale sono tanti enti, a partire dal Banco Alimentare che sta stringendo accordi con la grande distribuzione per ritirare i prodotti alimentari vicino alla scadenza e quelli per l’igiene intima e per la pulizia della casa che vengono ritirati dagli scaffali, e non venduti, per difetti nella confezione. Analoghi accordi con l’«emporio solidale» potranno stringere anche i centri di distribuzione piccoli e medi, ricordando che la legge prevede agevolazioni fiscali a vantaggio di chi fa questa scelta. A rifornire l’emporio possono essere - con beni e con donazioni - anche bar, ristoranti e singoli cittadini.     Questo progetto complesso è stato ideato dal coordinamento di associazioni di volontariato «Mettiamoci in rete», di cui è presidente Pino Di Mauro, coordinamento del quale è capofila l’associazione dell’ing. Filippo Immè «Accoglienza e solidarietà». L’organizzazione si basa innanzitutto sul sostegno finanziario della «Fondazione con il Sud» grazie alla quale è le associazioni hanno potuto affittare le botteghe dove realizzare l’emporio. E si tratta di una notevole somma, 60.000 euro l’anno, sottratta al sostegno a chi ha bisogno. Per lungo tempo, infatti, le associazioni di volontariato hanno atteso che l’amministrazione di città mettesse a loro disposizione gratuitamente un immobile comunale, poi, per non remorare ulteriormente l’avvio del progetto, hanno provveduto autonomamente, continuando a sperare che il Comune possa provvedere al più presto, così come fanno tanti altri comuni siciliani.     Un progetto che si basa su un sistema informatico e sulla disponibilità di tante associazioni di volontariato, a loro volta selezionate a garanzia del rispetto dei criteri di legalità. In troppe, infatti, speculano sul bisogno sotto mentite spoglie. A garantire della serietà delle associazioni che vi partecipano sono il Volsi - federazione di 400 associazioni di volontariato che lavorano in rete e di cui è presidente il prof. Santo Carnazzo - e i Csve (Centro per il volontariato etneo).     Chi volesse ulteriori informazioni può rivolgersi allo 095.536164 oppure al 320.0688734. Per donazioni: Banca Prossima - sede di Catania c/c n. 05000/1000/19790, IBAN IT42T0335901600100000019790

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