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Veronica, trasferimento nel carceredi Catania per la perizia pschiatrica

Veronica, trasferimento nel carcere di Catania per la perizia pschiatrica

La donna, detenuta a Barcallona Pozzo di Gotto, sarà esaminata dai periti delle parti: sotto riflettori dei consulenti le sue presunte «anomalie comportamentali»

Veronica, trasferimento nel carcere di Catania per la perizia pschiatrica

RAGUSA - Verrà trasferita nel carcere di Catania, domani, per essere sottoposta a perizia psichiatrica Veronica Panarello, accusata dell’omicidio del figlio Loris e dell’occultamento del suo cadavere. I periti nominati dal gup, Andrea Reale, insieme ai consulenti tecnici di parte, procederanno al primo accesso per la perizia che è stata richiesta dal legale della donna Francesco Villardita - sulla base di presunte «anomalie comportalmentali» - come incidente probatorio o come «integrazione probatoria». Il che significherebbe, in caso di riconoscimento dell’incapacità mentale, addirittura il non luogo a procedere. Attualmente Veronica è detenuta nell’ospedale psichiatrico giudiziario (Opg) di Barcellona Pozzo di Gotto, che ha una sezione femminile per l’osservazione di detenute con disagi, dove è stata trasferita dopo i segni di depressione mostrati quando era detenuta ad Agrigento.     I periti nominati dal giudice sono Eugenio Aguglia, professore ordinario di Psichiatria dell’Università di Catania e Roberto Catanesi ordinario di Psicopatologia forense dell’Università di Bari.     La difesa ha nominato come consulenti di parte Giuseppe Sartori, neuropsicopatologo dell’Università di Padova e Pietro Pierini, psichiatra dell’Università di Pisa.     I consulenti di parte civile sono invece la psicologa Maria Costanzo e lo psichiatra Giuseppe Catalfo, nominati dall’avvocato Daniele Scrofani che rappresenta il padre di Loris e la nonna paterna. Il nonno paterno di Loris, invece, ha nominato, tramite il suo avvocato, Francesco Biazzo, Silvio Ciappi, psicologo e criminologo forense di Siena. I periti avranno il loro bel lavoro da fare, considerato che l’avvocato Villardita quando richiese la perizia pschiatrica pescò dalle origini ai giorni nostri: parlò dell’infanzia difficile di Veronica, deii problemi con e fra i genitori, dei presunti tentativi di suicidio, delle denunce di violenze sessuali subite. Citò persino il finto avvistamento di Denise Pipitone, che Veronica sostenne di aver visto a Santa Croce. Giungendo fino all’epoca del delitto, alle «amnesie», ai «vuoti di memoria», ai «cambiamenti di verità».

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