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Enna, il rettore Università Dunarea al ministro

Enna, il rettore dell'Università Dunarea al ministro «Diteci perché la facoltà sarebbe illegale»

«Danneggiata immagine del nostro Ateneo». Intanto riprese le lezioni

Enna, il rettore dell'Università Dunarea al ministro «Diteci perché la facoltà sarebbe illegale»

Il rettore dell'università romena Dunarea de Jos, Iulian Gabriel Birsan, che ha aperto a Enna una estensione della facoltà di Medicina e Farmacia, ha scritto una lettera aperta al ministro Stefania Giannini per chiederle un incontro che chiarisca gli aspetti giuridici che secondo il ministero impedirebbero all'ateneo romeno di svolgere attività in Italia. Per Birsan la campagna di stampa dopo la comunicazione del ministro, che aveva definito l'iniziativa di Enna "fuorilegge", ha «danneggiato l'immagine della università tra le più prestigiose del sud est della Romania. Vi chiediamo - si legge nella lettera - di comunicarci la base giuridico-legale con la quale avete qualificato illegale l'iniziativa».

Intanto sono riprese, dopo la pausa per le festività natalizie, le lezioni. Sono arrivati in città docenti e personale di segreteria da Galati. Le lezioni per i 44 iscritti di cui 14 per professioni sanitarie e 30 per medicina che si svolgeranno nei locali dell’ex ufficio di collocamento, dopo la prima lezione dello scorso 15 gennaio, all’indomani dell’inaugurazione dell’anno accademico, proseguiranno secondo il calendario approvato lo scorso settembre dalla Dunarea de Jos subito dopo l’autorizzazione del governo romeno.

Già completati, proprio nel periodo in cui gli studenti sono stati in pausa per la pausa natalizia, i lavori per le aule ed i laboratori, mentre entro la fine di questo mese è previsto il completamento del resto della sistemazione dei locali.

Le strumentazioni tecniche per le attività di laboratorio sono state acquistate dal fondo Proserpina srl, società che fa capo a Mirello Crisafulli, che si occupa di supportare le attività dell’ateneo straniero approdato ad Enna lo scorso settembre. Per la fine di questo mese è attesa una prima importante definizione del ”caso Enna”. Il giudice Gregorio Balsamo del tribunale civile di Caltanissetta, dovrà pronunciarsi, dopo il rinvio dello scorso mese di ottobre per consentire alla difesa della Dunarea de Jos di Galati, come anche a quella della Proserpina di produrre memorie difensive per il ricorso proposto dall’avvocatura distrettuale su impulso del Miur per dare lo stop alle attività dell’ateneo straniero, considerato “illegittimo” dal ministero italiano.

 

La difesa del Fondo Proserpina ha già annunciato l’intenzione di dare battaglia per arrivare ad affermare la correttezza dell’insediamento e delle attività dell’ateneo straniero in base all’art. 49 del trattato di funzionamento dell’Unione europea che sarebbe invece stati violato dall’Italia e per cui è già stato presentato ricorso alla corte costituzionale. Ancora aperta l’indagine della procura di Enna, avviata su impulso del Miur, alla fine dello scorso ottobre e che ha portato, al momento a iscrivere sul registro degli indagati a vario titolo 5 persone, tra cui lo stesso Mirello Crisafulli.

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