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Vicenda Ciapi, la Corte dei conti condanna Riggio e altri funzionari

Vicenda Ciapi, la Corte dei conti condanna Riggio e altri funzionari

I condannati dovranno risaricere oltre dieci milioni di euro: l’ex presidente del Ciapi e l’attuale deputato regionale Francesco Riggio dovrà rispondere per 3.722.374 euro
Vicenda Ciapi, la Corte dei conti condanna Riggio e altri funzionari
PALERMO - È stato ribaltato in appello il giudizio aperto davanti alla Corte dei Conti a carico di assessori regionali e funzionari in merito al danno erariale contestato dalla procura contabile sulla vicenda del finanziamento per il piano di consulenza e apprendistato Coorap presentato dal Ciapi e finanziato con fondi comunitari. Il progetto di Formazione professionale e comunicazione finanziato con 7 milioni di euro alla fine è costato alla Regione 15 milioni. Secondo la procura della Corte dei Conti ci sarebbero state integrazioni di denaro illecite. In primo grado per alcuni funzionari regionali era scattato un sequestro cautelativo ancora prima della citazione in giudizio. Alla luce del giudizio di primo grado, che aveva assolto per prescrizione assessori e funzionari, il sequestro era stato revocato. Adesso i giudici d’Appello della Corte dei Conti, che hanno applicato diversi criteri per il computo della prescrizione, hanno condannato l’ex presidente del Ciapi, l’ex capo dell’Agenzia per l’Impiego e i componenti del Comitato tecnico scientifico a risarcire la Regione Sicilia.     «La condanna definitiva in sede di appello - si legge in una nota del procuratore Giuseppe Aloisio -, per un importo complessivo di 10.336.234 euro, dovrà essere eseguita dall’Amministrazione regionale sotto la vigilanza della Procura regionale».     La somma è stata così ripartita: l’ex presidente del Ciapi e l’attuale deputato regionale Francesco Riggio 3.722.374 euro, l’ex capo dell’Agenzia per l’Impiego Rino Lo Nigro 1.063.535, Daniela Avila 598.239, Giuseppe Bonadonna 598.239, Calogero Bongiorno 1.063.535, Rosario Candela 598.239, Santo Conti 598.239, Natalino Natoli 598.239, Enzo Stefano Testagrossa 598.239, Giangiuseppe Gattuso 598.239 e Salvatore Federico Schembri 299.119.     L’unico non condannato è l’ex assessore regionale Luigi Gentile, difeso dall’avvocato Gigi Rubino, la cui posizione è stata sospesa «fino alla definizione - si legge nella sentenza - della questione di massima sollevata da questa Sezione con ordinanza n. 33/A/2015».     Il progetto nell’agosto 2008 era finito sotto la lente dell’Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode “Olaf”, che aveva segnalato alla procura della Corte dei Conti diverse criticità. Alla luce dell’attività investigativa dell’Olaf la procura contabile aveva contestato il danno erariale e aperto il procedimento contro assessori e funzionari regionali. Ma mentre in primo grado i giudici contabili avevano deciso per l’assoluzione e la prescrizione, in appello adesso è arrivata la condanna. Secondo i giudici di primo grado la prescrizione scattava dall’erogazione delle somme corrisposte, mentre per i giudici di secondo grado scatterebbe dalla rendicontazione. L’erogazione delle somme è avvenuta nel 2007, mentre la rendicontazione a novembre del 2008.

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