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Vertenza Eni, a Gela ancora blocchi stradali

Vertenza Eni, a Gela ancora blocchi stradali «Accelerare la riconversione della raffineria»

E al Governo: «Si firmi il protocollo per sbloccare 2,2 mld»

Vertenza Eni, a Gela ancora blocchi stradali «Accelerare la riconversione della raffineria»

Mentre il mondo della chimica si ferma in tutta Italia per la dismissione di Versalis, a Gela la vertenza è più ampia. Sull’onda nazionale i segretari provinciali Gaetano Catania, Franco Emiliani e Maurizio Castania hanno puntato i fari sulla dismissione della raffineria ed il mancato avvio di tutti quei cantieri per la riconversione green del sito gelese. Sono trascorsi 14 mesi dal protocollo firmato il 6 novembre del 2014 ed ancora manca l’autorizzazione per l’avvio dei cantieri. «Siamo stati abbandonati dal Governo nazionale - dicono i segretari dei chimici - dopo sei mesi non è stato raggiunto alcun risultato. Noi crediamo nel protocollo firmato nel 2014 e ciò che è stato sottoscritto deve essere effettuato». Nel frattempo sono pronti altri 180 trasferimenti nel diretto della raffineria perché la green rafinery può marciare con 378 dipendenti. LA PROTESTA DEI COMMERCIANTI. Anche i commercianti protestano per il mancato avvio dei lavori in raffineria. In tutte le vetrine della città è spuntato il cartello Vendesi attività commerciale. Una protesta silenziosa per ora in attesa che si svolgano i tavoli di confronto ministeriale. I BLOCCHI STRADALI. Da ieri bloccata la strada statale 115 Gela - Vittoria all’ingresso dell’impianto per l’imbottigliamento del gas. Raggiungere ed uscire dalla città di Gela è difficile. LA VERTENZA. Intanto fallito il tentativo del prefetto di Caltanissetta, Maria Teresa Cucinotta, di riportare la “vertenza Gela” sul piano del dialogo con le Istituzioni, chiedendo ai sindacati la rimozione dei blocchi stradali, le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil guardano con attenzione, ma anche con scetticismo, al tavolo di lavoro convocato per domani pomeriggio, a Palermo, dal governatore della Sicilia Rosario Crocetta per affrontare la questione dell’impianto Eni. Ma ancor prima del confronto palermitano, i sindacati intendono incontrare il presidente della commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, che domani dovrebbe essere a Gela per partecipare all’inaugurazione della nuova sede del comitato antiracket e antiusura «Gaetano Giordano». A Bindi sarà consegnata una lettera per il premier Renzi, «il quale - dicono i dirigenti sindacali - aveva annunciato per Gela la nascita di un polo industriale verde, che non abbiamo mai visto mentre quello della vecchia chimica che, seppur precario, c’era è stato cancellato». Al presidente del consiglio si chiede di accelerare la firma dell’accordo di programma per facilitare la riconversione green della raffineria e la spesa degli annunciati finanziamenti Eni per 2,2 miliardi in Sicilia, avviare gli interventi di bonifica del territorio e consentire gli insediamenti produttivi di aziende private nelle aree dismesse del petrolchimico. L’urgenza delle risposte è dettata dalla crisi occupazionale che vede mille dipendenti dell’indotto rischiare il posto di lavoro, dopo che alcune decine di lavoratori sono stati già licenziati.

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