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Gela, quarto giorno di proteste e blocchi

Gela, quarto giorno di proteste e blocchi La Chiesa in campo al fianco degli operai

«Dio illumini chi ha responsabilità». Tavolo tra Governo e Regione

Gela, quarto giorno di proteste e blocchi La Chiesa in campo al fianco degli operai
Il clero gelese a mezzogiorno si è ritrovato lungo la strada statale per Catania, nei pressi dell'’Enimed, per celebrare messa con gli operai dell’indotto della raffineria. A celebrare messa è stato il vescovo della diocesi di Piazza Armerina mons. Rosario Gisana.
«Dobbiamo pregare affinché illumini chi ha responsabilità - ha detto il vescovo durante la messa - ognuno di noi ha delle responsabilità e se la città fino a questo momento non si è mobilitata un motivo c’è. Questo momento di preghiera ha senso se ci converte, se ci fa cambiare mentalità. E’ tutto un andazzo che deve cambiare. Qui è facile lamentarsi perché non si trovano mai soluzioni e si punta il dito contro gli altri. Dobbiamo saperci dire dove ciascuno di noi deve cambiare. Chiediamo la conversione da chi oggi noi aspettiamo una risposta, ma dobbiamo essere pronti a cambiare la nostra mentalità».
 
 
Intanto è il quarto giorno di protesta a Gela dei lavoratori del petrolchimico dell’Eni che mantengono i blocchi alle vie di accesso alla città per sollecitare il rilascio delle autorizzazioni ministeriali che consentirebbero l’utilizzo di investimenti per 2,2 miliardi dell’Eni in Sicilia, l’apertura dei cantieri per la riconversione “green” della raffineria e la produzione di bio-carburanti.
Dopo il nulla di fatto del tavolo di lavoro convocato, ieri sera, a Palermo, dal governatore, Rosario Crocetta, l'’attenzione è rivolta a Roma da dove si attende una iniziativa del governo Renzi e dove si reca oggi il sindaco, Domenico Messinese, per un confronto col ministero dello Sviluppo economico sulla bozza dell’accordo di programma da cui dipende il rilancio dello stabilimento gelese.
 
Nel frattempo, Cgil, Cisl e Uil ricorrono alla satira come forma di protesta contro il colosso petrolifero multinazionale.
Stamani, la città si è svegliata tappezzata di singolari manifesti funebri con una vignetta raffigurante il cane a sei zampe dell’Eni che, valigia piena di soldi al fianco, va via da Gela, mentre dietro di sé lascia uno stabilimento che brucia.
Questo il testo della cronologia che l'’accompagna: “Oggi, 22 gennaio c.a., è venuta a mancare all’'affetto dei suoi lavoratori dell’'indotto metalmeccanico di Gela la signora raffineria di Gela, di Matteo Renzi, di anni 53. Con grande dolore ne danno il triste annuncio i saldatori, tubisti, elettricisti, radiologi, gruisti, apparecchiatori, ecc. (Grazie Rosario Crocetta)”.
 
TAVOLO GOVERNO REGIONE. Governo Renzi e Regione siciliana hanno concordato l’istituzione di un tavolo, a livello regionale, per elaborare un piano entro il prossimo luglio, col supporto di Invitalia, per adottare gli interventi necessari a superare i problemi legati alla riconversione del Petrolchimico di Gela e alla salvaguardia dei posti di lavoro anche nell’indotto. In parallelo, la Regione è impegnata nel confronto col ministero del Lavoro per garantire i circa 350 operai dell’indotto ai quali a fine gennaio scadrà la cassa integrazione in deroga. “Ho convocato un vertice per lunedì prossimo - dice il governatore Rosario Crocetta, di ritorno da Roma - con i rappresentanti dell’'Eni, i sindacati, il sindaco di Gela e il prefetto di Caltanissetta per definire una piattaforma da sottoporre al ministero del Lavoro in un incontro già messo in calendario mercoledì prossimo al Mise”. Crocetta non nega le difficoltà. “Quello di stamani a Roma è stato un vertice a tratti molto teso - rivela - Ho dovuto persino minacciare clamore proteste se non fosse stato convocato un tavolo alla presenza del ministero del Lavoro per concordare interventi di sostegno al reddito per i lavoratori che rischiano di perdere il posto. Do atto al sottosegretario Simona Vicari dell’impegno che sta manifestando in questa vicenda”.

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