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Regione, 49,7 MLN per le strade provinciali

Regione, 49,7 MLN per le strade provinciali ma solo la metà hanno progetti cantierabili

E per l'intera rete siciliana servono almeno 5 miliardi / SCHEDE

Regione, 49,7 MLN per le strade provinciali ma solo la metà hanno progetti cantierabili

PALERMO. Dei 49,7 milioni di euro stanziati due giorni fa dalla giunta regionale per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade provinciali, solo circa la metà i progetti esecutivi. Ovvero immediatamente cantierabili. La maggior parte dei quali sono concentrati nella provincia di Catania. Dopo aver deliberato lo stanziamento, la Regione dovrà sottoscrivere un apposito accordo con il ministero delle Infrastrutture per utilizzare la somma che sarà recuperata da fondi ex Fas. I 49,7 milioni sono stati suddivisi in base a criteri oggettivi (superficie, popolazione e chilometraggio) e rappresentano una prima boccata d’ossigeno per la viabilità secondaria, ridotta ai minimi termini a causa della scarsa manutenzione e del dissesto idrogeologico.

LE SCHEDE DEI PROGETTI

In Sicilia, una strada provinciale su quattro non è transitabile. Per uscire dall’emergenza e mettere in sicurezza le strade provinciali, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Giovanni Pistorio, conta sulle risorse previste nel “Patto per la Sicilia”: l’elenco di interventi in materia di infrastrutture, ma anche dissesto idrogeologico, ambiente, sviluppo economico, turismo, cultura, welfare e legalità che verranno finanziati dal governo nazionale col Fondo di sviluppo e coesione (Fsc). «I progetti esecutivi che dovessero essere ricompresi nel “Patto per la Sicilia” e nell’ordinanza di Protezione civile dello scorso maggio – dice Pistorio – verrebbero espunti dalla delibera di giunta, liberando così risorse per altre opere rimaste fuori». Quello della viabilità secondaria è uno dei capitoli più importanti della bozza d’accordo, che dovrebbe portare nell’Isola investimenti per 2,5 miliardi di euro (su un plafond complessivo che si aggira tra i 7 e gli 8 miliardi).

 

Roma ha stabilito che verranno finanziate le strade subito cantierabili. In altre parole, i progetti esecutivi. Che, ad oggi, “coprono” un importo pari a 143 milioni di euro. Mentre non saranno ammessi a finanziamento i progetti definitivi, che allo stato attuale sono 172 milioni. «Abbiamo inserito tutto quello che era immediatamente cantierabile – ribadisce Pistorio – perché il governo vuole che questi lavori vengano completati entro il 2017». Dovendo rispettare le condizioni imposte, non si è potuto tenere conto prioritariamente delle emergenze: il rischio è quindi che certi interventi essenziali vengano esclusi dal “Patto per la Sicilia”, perché i progetti esecutivi non sono stati predisposti dagli uffici tecnici delle ex Province. Va ricordato però che l’accordo non è stato ancora sottoscritto dal governatore Crocetta e dal premier Renzi. «Il ministero ci aveva detto che la firma sarebbe avvenuta a Natale. Così non è stato. A questo punto spero che si possa fare una riflessione meno accelerata per avere maggiori risorse dallo Stato e per aprire un confronto coi territori.

 

L’obiettivo è finanziare opere strategiche piuttosto che interventi parcellizzati», afferma l’assessore Pistorio, secondo cui «ad oggi il “Patto per la Sicilia” è insoddisfacente ed è migliorabile: chiediamo che vengano finanziate tutte le opere riguardanti la viabilità secondaria, compresi i progetti definitivi, e che ci sia spazio anche per le grandi infrastrutture stradali». Il riferimento è alle autostrade (sia quelle di competenza del Cas che dell’Anas) e alle strade statali. Per la Siracusa-Gela, ad esempio, il Cas avrebbe bisogno di 220 milioni per il completamento fino a Scicli. Altri 500 milioni per la viabilità Anas (che include, tra le altre, le statali 113, 114 e 115).

 

Ammontano invece a 400 milioni le necessità finanziarie per il lotto C1 della “Nord-Sud” nel tratto compreso tra Nicosia e l’innesto nella valle del Dittaino. Si tratta di lavori che alla Sicilia servono come il pane, anche perché i fondi europei della programmazione 2014-2020 non possono essere utilizzati per le strade. «Per questo motivo – conclude Pistorio – vorrei programmare col governo nazionale l’utilizzo di almeno 5 miliardi del Fondo di sviluppo e coesione. Soldi che servirebbero non solo per le strade».

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