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La crisi della Raffineria, Gela si mobilita

La crisi della Raffineria, Gela si mobilita Negozi chiusi, in piazza operai, studenti, Chiesa

Attesa per la riunione di domani a Roma / FOTO / VD 1 -  2 - 3 - 4

La crisi della Raffineria, Gela si mobilita Negozi chiusi, in piazza operai, studenti, Chiesa

Sì é concluso alle 12 a piazza municipio il corteo per il lavoro e la salute. Tutti i manifestanti si sono riuniti in piazza municipio dove i consiglieri hanno cantato l'inno nazionale. Il sindaco Domenico Messinese ha esposto le ragioni della protesta di una città che è viva e vuole vivere ed ha illustrato le rivendicazioni di Gela a Roma nei prossimi appuntamenti.

Ha poi parlato un rappresentante dell'Unione degli studenti: "Noi vogliamo il nostro futuro e lo vogliamo a Gela. Chi ha inquinato deve bonificare". Ha poi preso la parola il presidente del consiglio Alessandra Ascia che ha espresso soddisfazione per una manifestazione riuscita. Gli organizzatori parlano di 20 mila presenze, le forze dell'ordine di 10 mila persone. La manifestazione comunque ha visto presente la città in tutte le sua articolazioni. 

Il corteo si è mosso poco prima delle 10 è partito da Caposoprano il maxi corteo in  difesa del lavoro. Con gli operai dell' indotto sono scesi in campo gli amministratori di Gela e delle città limitrofe, i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl, gli studenti, i commercianti, gli artigiani,  gli avvocati con la toga, i medici,gli autotrasportatori,la chiesa ed il volontariato. In piazza ci sonoalmeno ventimila persone. Tante voci diverse per reclamare lavoro,  bonifiche, salute. Per esprimere perplessità sulla svolta green dell' Eni ma anche per sollecitare l'attuazione della bioraffineria che al momento è l'unico impegno che Eni ha assunto con il territorio insieme agli investimenti  nella ricerca ed estrazione di  petrolio e gas. 

 

 

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Un necrologio accusa la classe politica di aver ucciso la città. Una Gela  dove le stesse persone che hanno  pianto i congiunti morti di tumore ora piangono per la fame. Al danno la beffa. La città ha risposto alla chiamata alla mobilitazione per far arrivare il suo messaggio al governo nazionale. Ma la vertenza Gela dimenticata per un anno e mezzo è lunga e complessa. Servono misure speciali per i lavoratori che hanno perso il reddito, l'accelerazione dell'iter burocratico dei progetti di Eni che continua a confermare gli investimenti su Gela e la stipula dell' Accordo di programma  per il quale si chiederà al governo la nomina di un commissario. Dopo il corteo niente comizio in piazza, niente big  sul palco, ma si svolgerà in municipio la seduta straordinaria del consiglio e poi  una delegazione partirà per Roma dove oggi al Ministero del lavoro si  svolge l'incontro sugli ammortizzatori sociali. E' solo la prima tappa di una vertenza difficile che parte dalla crisi industriale ma punta verso la progettazione di una nuova fase dell'economia di Gela orfana del sogno texano di Enrico Mattei.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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