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Il pasticcio Multiservizi: «Chi ha dato il via allo scempio?»

Il pasticcio Multiservizi: «Chi ha dato il via allo scempio?»

Il pasticcio Multiservizi: «Chi ha dato il via allo scempio?»

Archiviato per il momento il clamore suscitato dal tappeto di bitume sul sagrato del Duomo, la domanda che in questi giorni continua a circolare in ambienti comunali e cittadini è: «Chi ha dato il via libera alla Multiservizi per produrre questo scempio? ».

Prima o poi il provvedimento disciplinare arriverà sul tavolo del sindaco, ma in molti temono che alla fine a pagare sarà la cosiddetta ultima ruota del carro, cioè il funzionario di quel marchingegno di autorizzazioni e ordini di servizio che passano di scrivania in scrivania. Contemporaneamente, c’è un’altra domanda che si sta diffondendo insistentemente in città e cioè se un’azienda Partecipata, che ha un contratto “in house”, quindi esclusivamente col Comune, tra l’altro approvato pochi mesi fa e dal costo annuale di 19 milioni per le casse dei cittadini, possa intervenire per effettuare un lavoro in un’area di proprietà di un’altra istituzione, cosa che avverrebbe da anni e anni, come si legge nel comunicato della stessa Cattedrale, pubblicato giorni fa dal nostro giornale, in cui c’è scritto che «l’opera (il bitume ndr) è stata fatta di concerto con gli incaricati del Comune che da sempre si occupano della manutenzione del sagrato e della villetta della cattedrale».

 

A conferma di questa tesi c’è una nota interna comunale spedita lo scorso 21 gennaio dalla direzione Manutenzioni all’assessore e al direttore dello stesso assessorato in cui c’è scritto: «Si precisa che l’intervento richiesto dalla Cattedrale per le vie brevi e con l’urgenza che il caso richiedeva è stato motivato dall’imminente apertura della Porta Santa, che avrebbe comportato un notevole afflusso dei fedeli, con i conseguenti e già citati pericoli per la pubblica incolumità. A ciò si aggiunge - si legge ancora nella nota - la presenza dell’accesso alle Terme Achilliane, nonché l’errata conformazione del manto bitumato preesistente che provocava un ristagno delle acque meteoriche».

 

Nel successivo passaggio della nota c’è il riferimento ai lavori effettuati di routine dalla Multiservizi all’interno del perimetro della Cattedrale: «Si comunica altresì che l’amministrazione interviene per specifica richiesta della Curia nelle superfici a verde della Cattedrale e pertanto, a parere di questo ufficio, l’intervento de quo appariva giustificato». C’è, quindi, un ordine di servizio, una convenzione in vigore da anni che disciplina la materia tra i due enti? Insomma, la Multiservizi può operare dietro anche ordine di servizio del Comune per effettuare lavori esterni non di stretta pertinenza comunale in vista della festa della Santa Patrona? E chi ha dato l’autorizzazione per l’intervento? Solo le Manutenzioni o è stato un ordine dal Palazzo? Insomma, gli interrogativi che circolano sono tanti e sarebbe bene chiarirli anche perché l’intervento, seppure di poco conto, rischia alla fine di tradursi in un danno per la collettività. E in quel caso chi lo paga?

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