WHATSAPP: 349 88 18 870

Carabiniere siciliano ucciso a Carrara

Carabiniere siciliano ucciso a Carrara Il killer: «Aveva arrestato i miei figli»

Vendetta di un ex postino dopo la condanna dei congiunti

Carabiniere siciliano ucciso a Carrara Il killer: «Aveva arrestato i miei figli»

CARRARA - Era di Palermo il carabiniere ucciso questa mattina per vendetta a Carrara. Il maresciallo Antonio Taibi, 47 anni, è stata assassinato davanti casa dopo aver aperto la porta all'omicida. Il killer, Roberto Vignozzi, 72 anni, ex postino in pensione, si è poi consegnato in Procura spiegando di aver commesso l'omicidio perché Taibi aveva «rovinato» la sua famiglia. Proprio ieri infatti i figli dell'assassino - che pare fossero stati arrestati tempo fa dal maresciallo di Palermo - sono stati condatti per una storia di droga. Ma andiamo con ordine.

 

L'omicidio è avvenuto nella prima mattinata nel centro storico di Carrara. Vignozzi si è fatto fatto aprire la porta dalla stessa vittima. Alle 7,30 ha citofonato all'appartamento del maresciallo Taibi con una scusa, senza dire la sua vera identità. Taibi, che vive al terzo piano dello stabile, sarebbe sceso al piano terra e, aperta la porta, si è trovato di fronte Vignozzi che ha fatto fuoco con la pistola che aveva in pugno ed è fuggito.

 

Ma poco dopo Vignozzi - sentendosi braccato - si è costituito. «Ha rovinato la vita a me e ai miei figli, mi sono vendicato» ha detto l'omicida agli investigatori dopo esseresi consegnato. 

 

I due figli di Roberto Vignozzi sono stati condannati ieri ad un anno di reclusione dal tribunale di Massa in un processo in cui erano entrambi imputati per reati relativi alla droga.   Anche il procuratore di Massa Aldo Giubilaro ha confermato che il movente dell'omicidio potrebbe proprio risiedere nella vicenda giudiziaria dei due figli del 72enne, poiché il maresciallo Taibi in passato si era occupato delle indagini sui due giovani, tra i 25 ed i 30 anni. Uno dei due, tra l'altro, è soprannominato 'Diabolik' ed è coinvolto nelle indagini su alcune rapine compiute da un uomo con il volto coperto da un passamontagna nero che lasciava scoperti solo gli occhi.ù

 

 Il carabiniere ucciso - come detto - era originario di Palermo e trascorreva le vacanze estive in un paese della provincia, Ventimiglia di Sicilia, dove è nata la madre Maria Portuese. Lo ricorda bene il sindaco del paese, Antonio Rini: «Antonio Taibi in paese tutti lo ricordano come il "gigante buono". La nostra comunità è molto colpita da questa tragedia e proclamerò il lutto cittadino». 

 

 

 

 

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa