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Catania, il presidente Carolina Tafuri

Catania, il presidente Carolina Tafuri «Mancano strutture, personale e magistrati»

Apertura dell'anno giudiziario nei distretti di Corte d'Appello

A PALERMO / A CALTANISSETTA / A MESSINA

Catania, il presidente Carolina Tafuri «Mancano strutture, personale e magistrati»

«Non è per nulla mutata in quest’ultimo anno la disastrosa situazione degli uffici catanesi, insufficienti nelle strutture e dispersi sul territorio cittadino, con conseguenze pesantemente negative sul regolare e dignitoso esercizio della giurisdizione locale, e per di più, per come si dirà, limitativa di una seria prospettiva di miglioramento del servizio al cittadino».

 

Lo ha detto stamane a Catania nella relazione letta durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario il presidente facente funzioni della corte d’appello di Catania Carolina Tafuri, aggiungendo come «non deve suscitare sorpresa né meraviglia se l’esordio di questa relazione viene dedicato alle problematiche logistiche che da tempo affliggono gli Uffici giudiziari aventi sede nella città capoluogo del distretto». Tafuri, prendendo in esame il periodo che va dal primo luglio del 2014 al 30 giugno del 2015, ha parlato di un quadro logistico «per nulla confortante», definendo «decisamente inadeguata» la situazione dei «locali destinati alla Corte di Appello e quella degli altri uffici» e sottolineando come ciò abbia «costretto il presidente del Tribunale a prospettare la riprogrammazione dei calendari d’udienza dei giudici civili, con un inevitabile allungamento dei tempi processuali».

PALERMO - CALTANISSETTA - MESSINA

«Anche nel periodo in esame - ha aggiunto Tafuri - risulta confermato il buon andamento della giurisdizione civile e penale nel distretto, anche grazie al ridimensionamento percentuale dell’handicap costituito, in anni recenti, dai vuoti d’organico del personale di magistratura che pur continuano ad affliggere parte degli Uffici del distretto, e in particolare quelli di primo grado. Allo stato tali scoperture si attestano su una percentuale media del 6,27 per gli Uffici giudicanti e del 7,45 per gli Uffici requirenti, comunque inferiori alle medie nazionali». Tafuri ha anche parlato del «grido di dolore» che viene dalla Procura distrettuale della Repubblica di Catania, che reclama come «ormai indilazionabile l’adeguamento dell’organico dei magistrati anche in rapporto a quell’enorme sommerso di criminalità e di illegalità che viene ad emersione proprio attraverso la più efficace azione dei pubblici poteri». Tafuri nella sua relazione ha anche sottolineato come la Procura etnea lamenti «come sia andata perduta l’occasione della recente revisione delle piante organiche, in occasione della quale nessun aumento è stato previsto per quell’Ufficio di Procura».

 

Il presidente facente funzioni della corte d’appello di Catania ha inoltre parlato della «drammaticità della situazione d’organico del personale amministrativo, deficitaria soprattutto a causa dei continui pensionamenti dei dipendenti d’età avanzata, avvenuti praticamente senza una corrispondente immissione di nuove e più fresche risorse umane» e di una «situazione del personale amministrativo veramente insostenibile rispetto ad una pianta organica di 335 unità» dove «il numero delle vacanze, pari a 71 unità, è devastante». «Presso la Corte d’Appello - ha detto - persiste la carenza di personale. Il problema delle risorse umane dovrà infatti trovare altre e più forti risposte».

 

Tafuri ha aggiunto: «Del resto, la mancata immissione nell’Amministrazione di risorse umane nuove e appositamente selezionate rischia di penalizzare i previsti progetti d’informatizzazione dei servizi e della stessa attività giurisdizionale oltre a negare la fisiologica trasmissione di esperienze da una generazione all’altra». Citando un commentatore, vicepresidente del Csm, che a margine di una delle tante recenti riforme del processo civile ha denunciato che «bisogna finalmente piantarla con l’idea che le riforme della giustizia devono essere fatte a costo zero Tafuri ha detto: «Incoraggiano comunque, sul finire dell’anno, le dichiarazioni del ministro della Giustizia che ha preannunciato un prossimo bando di concorso per l’assunzione di mille cancellieri, sui circa novemila posti al momento vacanti. Come sempre, la Speranza è “l’ultima dea”».

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