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Papa Francesco nell'Angelus

Il Papa nell'Angelus parla di Agrigento

 Per Agrigento, i fondi non saranno destinati unicamente al sostegno di migranti

Il Papa nell'Angelus parla di Agrigento

La notizia dovrebbe farci esultare: dal balcone del Papa, durante l'Angelus, si è parlato di Agrigento, esaltando progetti con finalità caritative portati avanti sul nostro territorio. Tutto bello? Sì, o almeno quasi, perché pure queste vicende possono diventare terreno di coltura per incidenti diplomatici e polemiche al calor bianco. Per poter spiegare quanto accaduto è necessario spiegare il contesto: nei giorni scorsi Azione Cattolica lancia l'iniziativa “La Pace è di Casa”, progetto su base nazionale di raccolta fondi, attraverso la vendita di tazze “magiche” (che reagiscono alle temperatura trasformando la colorazione blu in una bandiera della pace), finalizzata, si legge in una nota stampa della stessa Acr, a sostenere quattro realtà già esistenti sul territorio agrigentino, alcune delle quali in sostegno dei migranti, come la comunità “Porta Aperta” o “Cristiani nel mondo” e, soprattutto, la creazione di una “Casa della Pace” a Racalmuto. Una struttura, ospitata dalla “Casa San Luigi”, pensata da Caritas Diocesana e Fondazione Mondoaltro, dedicata, appunto, a giornate di riflessione e formazione sul tema della pace e del rispetto delle differenze.

Una vendita di gadget che, tra l'altro, va anche bene: oltre 400 tazze sono state già vendute, altre 750 sono state ordinate e saranno in “commercio” già dal prossimo mese e che, già nelle settimane scorse era stata sottoposta, con successo, all'attenzione del Papa.  Recita infatti una nota di Azione cattolica dei giorni scorsi che il progetto non è passato inosservato “anche al Santo padre, Papa Francesco, nel corso dell’incontro avuto con i rappresentanti delle delegazioni nazionali di Acr, in Vaticano, durante il  quale ha elogiato il progetto che la delegazione agrigentina ha predisposto a favore dei migranti”.

Segnate bene questa parola: “migranti”. Sì, perché da qui si sviluppa l'incidente in sé e per sé, frutto probabilmente più delle semplificazioni giornalistiche che di reali questioni organizzative. Nella giornata di domenica, infatti, Papa Francesco riceve la “Carovana della Pace”, iniziativa proprio dell'Azione cattolica, al termine dell'Angelus. Riporta il Sir, il servizio di informazione religiosa: “Adesso capisco perché c’era tanto chiasso in piazza!”, ha detto in tono scherzoso a braccio (il Papa ndr) dalla finestra dello studio nel Palazzo apostolico, affiancato da due acierrini che hanno letto il tradizionale messaggio informando il Papa di due progetti di accoglienza sostenuti: uno ad Agrigento e uno per la Caritas romana”. Più esplicita è stata “La Stampa”, che ha parlato del progetto delle tazze come “sostegno della diocesi di Agrigento che è impegnata in prima linea nell’accoglienza dei rifugiati”. Una confusione di piani e tematiche che, pare, non è piaciuta agli altri partner agrigentini di Acr, dato che il progetto “La Pace è di Casa” si rivolge anche ma non solo. Così, sembra possa esserci, a strettissimo giro, una “redde rationem”, una resa dei conti, che servirebbe, più che a creare polemica, a diversificare bene i piani di azione. Non è esclusa addirittura una lettera proprio al Santo Padre che possa portare a chiarire che, almeno per Agrigento, i fondi non saranno destinati unicamente al sostegno di migranti. Distinzioni più o meno formali, insomma, che poco avrebbero comunque a che vedere con la solidarietà.

 

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