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Don Sturzo, chiusa a Roma la fase diocesana per la causa di beatificazione

Il vicario generale della diocesi di Roma, monsignor Slawomir Oder, ricorda la sua «vocazione politica ma come sacerdote»

Don Sturzo, chiusa a Roma la fase diocesana per la causa di beatificazione

ROMA - Oggi alle ore 12.00, nell’Aula della Conciliazione del Palazzo Apostolico Lateranense, sede del Vicariato di Roma, si è chiusa la fase diocesana della causa di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio don Luigi Sturzo (1871-1959), fondatore nel 1919 del Partito Popolare Italiano originario di Caltagirone. La sessione pubblica è stata presieduta, su delega dell’arcivescovo Angelo De Donatis, vicario generale della diocesi di Roma, da monsignor Slawomir Oder, vicario giudiziale del Tribunale ordinario della diocesi di Roma.

«Si tratta di un lavoro iniziato nel 1997, formalizzato con la presentazione del Supplex Libellus nel 1999 e con la costituzione del Tribunale nel 2002, articolato attraverso l'escussione di più di 150 testimoni - ha ricordato Oder -. Un lavoro notevole, come parimenti notevole è la figura di Don Luigi Sturzo, il quale certamente eccelse in molti campi del sapere e dell’agire umano, in particolare della politica, ma che di se stesso usava ripetere: "io sono Sacerdote, non un politico". E proprio perché Sacerdote egli sentì la vocazione ad esercitare il proprio ministero in un campo diverso da quelli usuali, ma non meno importante, quello della politica, perché egli intendeva ricondurre tale umana attività alla sua finalità naturale di carità e di servizio».

«Sono felice di chiudere la fase diocesana di questa causa - ha aggiunto il vicario giudiziale, dopo aver ripercorso le fasi della vita e dell’attività di don Sturzo -. La nostra città di Roma è stata nei secoli benedetta da grazie innumerevoli, a cominciare dalla testimonianza dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, ed è divenuta il faro a cui milioni di persone nel mondo guardano per essere illuminati nel cammino cristiano, che ancora oggi viene reso illustre dall’impegno coerente di tanti cristiani e di esemplari Sacerdoti, come lo fu Don Sturzo. Un Sacerdote, un uomo libero e forte, e speriamo presto di poter dire, col consenso dell’Autorità della Chiesa, un Santo!». 

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