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Due violense sessuali

Due violenze sessuali su due minori rumene

 Due squallide storie accadute a poche centinaia di metri di distanza l'una dall'altra

Due violenze sessuali su due minori rumene

La prima vicenda approdata già in un'aula di tribunale, vede come imputato un giovane Vito Sciascia, di Cattolica Eraclea. Per lui il pubblico ministero della Dda Andrea Fusco, competente per il genere di reati anche se la criminalità organizzata non c’entra nulla, ha chiesto 5 anni e 3 mesi di reclusione, per l’accusa di prostituzione minorile. Il cattolicese è finito sotto inchiesta anni fa per dei presunti abusi commessi nei confronti di una ragazza rumena, che all’epoca dei fatti era minorenne. E' accusato di avere pagato una minorenne per avere dei rapporti sessuali con lei, circostanza che le legge italiana vieta contrariamente alla prostituzione di maggiorenni che è consentita, purchè non ci sia induzione, favoreggiamento o sfruttamento. Secondo quanto ricostruito dal pubblico ministero durante la requisitoria non ci sarebbero dubbi, che il reato è stato commesso, e - sempre secondo il Pm - il dibattimento avrebbe dato riscontri e conferme alle ipotesi accusatorie. I difensori dell’imputato, che si è sempre difeso sostenendo di essere estraneo ai fatti, gli avvocati Ignazio e Valerio Martorana, chiedono l'assoluzione, e forniscono una versione dei fatti diametralmente opposta, sostenendo che la natura dei rapporti sessuali, fra l'imputato e la ragazzina, fosse del tutto diversa e comunque non c'entrerebbe nulla con quanto ipotizzato dall'accusa. La prossima udienza è attesa la sentenza.  E non è stata ancora fissata l'udienza di convalida del fermo di O.G., 43enne, disoccupato originario dalla Romania da tempo domiciliato a Cattolica Eraclea, gravemente indiziato di violenza sessuale ai danni di una nipotina tredicenne, anch'essa rumena. L'altro ieri i carabinieri della Stazione di Cattolica Eraclea, lo hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. L'uomo si trova rinchiuso nel carcere di contrada Petrusa. Hanno collaborato con i carabinieri i vigili urbani e alcune assistenti sociali. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento, è partita da un esposto dei servizi sociali del Comune e agli atti ci sarebbe anche una denuncia da parte di una parente della ragazzina, che adesso è stata ricoverata in un centro di accoglienza per minori. Pare che sia stata la stessa vittima a raccontare di essere stata ripetutamente violentata dallo zio. La gravità degli indizi raccolti durante l’indagine e il pericolo di fuga dell’indagato hanno portato lunedì scorso al provvedimento di fermo.

Antonino Ravanà

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