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Bonus idrici per gli indigenti

Bonus idrici per gli indigenti, i comuni non si muovono

Poco interesse sul contributo per pagare le bollette

Bonus idrici per gli indigenti, i comuni non si muovono

Se sbagliare è umano, e, soprattutto, perseverare è diabolico, nonostante lettere di diffida, articoli di stampa, dibattiti pubblici, i Municipi agrigentini continuano a prendersela “comoda” rispetto alla possibilità di ottenere per i propri cittadini meno abbienti delle risorse che servano loro a ridurre il carico del costo delle bollette idriche.Diversi enti, ancora oggi, non hanno infatti attivato o semplicemente completato le procedure per l'individuazione dei beneficiari anche per l'anno 2014. Se comuni come Favara hanno trasmesso al gestore del servizio idrico solo a gennaio l'elenco dei beneficiari perché lo stesso vada a calare nelle prossime bollette lo “sconto” realizzato applicando il bonus, ancora oggi – stando a quanto confermato da Girgenti acque – rimangono fuori da questo elenco Ravanusa, Campobello di Licata, Canicattì e Comitini. Complessivamente per il bonus 2014 erano state stanziate 750mila euro, somme che vengono recuperate attraverso la bollettazione e inserite in un fondo per investimenti, il cosiddetto “Foni” e che, quando non spese, tornano appunto a svolgere il proprio fine: sostenere la realizzazione di opere. Un fatto che oggi non è ancora accaduto appunto perché il gestore sta mantenendo aperte quanto più possibile le “porte” in attesa che i Comuni – spesso molto attivi, giustamente, sul fronte dell'acqua pubblica – facciano richiesta. Peggio è andata, addirittura, nel 2015, quando il fondo ammontava ad un milione di euro. Ad oggi al gestore sono arrivati atti – più o meno preliminari – solo da parte dei comuni di Calamonaci, Castrofilippo, Licata, Ribera, Sambuca di Sicilia, Siculiana e Villafranca Sicula, con il solo territorio Crispino ad aver ricevuto le somme. Solo sette centri su 27 gestiti dalla Girgenti acque. Eppure, carte alla mano, il tempo per attivare le procedure c'è stato, eccome: il 13 ottobre 2015, infatti, l'Ato idrico aveva inviato ai Comuni l'indicazione della quota di competenza, punto di partenza per le amministrazioni per avviare le procedure burocratiche necessarie ad effettuare la “ricognizione” delle platea di potenziali beneficiari. L'Ambito, tra l'altro, ha spesso sollecitato gli Enti ad attivarsi per accedere al Foni, spesso senza particolari risultati. Una precisazione è comunque d'obbligo: che le procedure non si siano concluse, per il 2015, non significa che nulla si sia mosso a prescindere. A fine ottobre, ad esempio, il Comune di Agrigento con una delibera di Giunta ha dato mandato al dirigente di realizzare il bando per raccogliere le richieste dei cittadini per un totale finanziabile di 165mila euro.

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