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Acireale, assenteismo al Comune

Acireale, assenteismo al Comune Coinvolto quasi un dipendente su quattro

In tre finiscono ai domiciliari, obbligo di firma per 12 / VIDEO

62 gli indagati. Impiegato infedele danneggiò la telecamera

Acireale, assenteismo al Comune Coinvolto quasi un dipendente su quattro

Operazione antiassenteismo della polizia di Stato al Comune di Acireale: agenti del locale commissariato hanno indagato 62 dipendenti che risultavano al lavoro, nonostante fossero assenti, grazie alla complicità di loro colleghi che "strisciavano" per loro il badge personale. Il Gip di Catania, su richiesta della locale Procura, per tre di loro ha disposto gli arresti domiciliari, e per altri 12 l'obbligo di firma. I restanti 47 sono stati denunciati in stato di libertà. I reati ipotizzati sono truffa e falso. I provvedimenti sono in corso di esecuzione da parte di agenti del commissariato della polizia di Acireale.

Agli arresti domiciliari sono finiti, su ordine del gip di Catania, Mario Privitera di 59anni, Venera Lizio di 45 anni e Orazio Mammino di 49 anni. Obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, prima e dopo gli orari di lavoro, per altre dodici persone: Anonio Grasso di 50anni, Mario Cocilovo di 54 anni, Giuseppe Calvagno di 60 anni, Carmelo Amore di 48 anni, Pietro Currò di 50 anni, Anna Maria Anastasi di 65 anni, Teresa Messina di 60 anni, Orazio Musmarra di 57 anni, Pietro Valerio di 61 anni, Salvatore Trovato di 46 anni e Santo Trovato di 56 anni.

Tutti sono accusati a vario titolo di truffa aggravata ai danni di un ente pubblico e di violazione della legge sul lavoratore dipendente di una pubblica amministrazione che attesta falsamente la propria presenza in servizio, mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente.

L’inchiesta, tra febbraio e marzo dell’anno scorso è stata portata avanti dalla Procura di Cataniua e dalla Polia di Acireale facendo anche ricorso a intercettazioni ambientali e videoriprese.

E le indagini avrebbero consentito di individuare l’esistenza di una consolidata prassi da parte di numerosi dipendenti del Comune di Acireale, consistente nella “strisciatura plurima” dei badge personali negli appositi “rilevatori di presenza”, in modo da far risultare l’ingresso e la presenza all’interno dell’ufficio di appartenenza di colleghi che, in quel momento, invece non erano presenti e che, in taluni casi, non avrebbero nemmeno prestato effettivo servizio.

Le immagini delle telecamere nascoste, installate dagli investigatori presso gli ingressi dell’edificio comunale, hanno documentato come alcuni dipendenti comunali “strisciavano” un numero plurimo di badge (oscillante tra i due e i cinque), a volte anche consecutivamente, in modo da far rilevare al sistema informatico la presenza dei colleghi in realtà assenti.

E’ bastato incrociare i dati delle immagini col sistema di rilevazione delle presenze del Comune di Acireale per dimostrare come i dipendenti infedeli anche se apparivano “formalmente” presenti e, quindi, percepire il relativo compenso economico in realtà erano altrove.

Alla fine dell’inchiesta sono stati denunciati 62 dipendenti comunali: tra essi, alcuni sono gli esecutori materiali delle strisciate plurime, altri sono i beneficiari.L’indagini si è dovuta fermare perché il 13marzo del 2015 uno dei dipendenti indagati, prima di effettuare la strisciata di routine, guardandosi intorno con attenzione allo scopo di verificare di non essere osservato, ha notato la presenza della telecamera, nonostante la stessa fosse ben occultata. L’uomo l’ha così immediatamente danneggiata. Ma nonostante il breve arco cronologico dell’indagine, è emersa una situazione di diffusa illegalità che ha riguardato poco meno di un quarto dei dipendenti comunali.

C’è anche il caso limite di un dipendente il quale, nel periodo interessato, non si è mai recato al lavoro, se non per qualche breve e sporadica apparizione pur risultando presente, in base al registro informatico di rilevazione delle presenze: ciò grazie alle false “strisciate” effettuate da una sua collega compiacente, specificamente incaricata.

 

 

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