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Il governatore sbotta: «Io non c’entro è una bufala totale»

Il governatore sbotta: «Io non c’entro è una bufala totale»

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Il presidente Crocetta a momenti si mette a gridare: «E’ una bufala a 360 gradi, io non c’entro, ho le carte che lo provano, ditelo a questo sostituto procuratore di Siracusa che ha sbagliato indirizzo. Prima avrebbe dovuto documentarsi e sapere che nelle Regioni a statuto speciale come la Sicilia la responsabilità è degli assessori e dei funzionari, non del presidente della Regione. Non c’entro, eppure il fatto che sia inquisito come un presunto delinquente è su tutte le televisioni nazionali e regionali, su tutti i siti, e domani su tutti i giornali, prima che io sapessi qualcosa della questione e prima di essere interrogato. Io debbo venire a sapere dai giornali di essere sotto inchiesta? Ma in che Paese viviamo? Allora il presidente di una Regione dev’essere colpevole di tutto, delle strade che si allagano quando piove, o di un palazzo malandato, come se non ci fossero dirigenti, direttori, assessori? ».

- Sta per incontrare il ministro delle Infrastrutture Delrio. Ci andrà o si farà rappresentare dall’assessore regionale Pistorio? Dovreste anche parlare di infrastrutture importanti.

«Certo che vedrò il ministro Delrio, tra l’altro ci sono problemi complessi da discutere come quello dell’accorpamento dei porti. La vita continua e certamente un avviso di reato di questo tipo non mi mette in imbarazzo, né mi toglie il sonno. E’ però una gravissima lesione di immagine politica che la Procura di Siracusa mi sta facendo. Il mio avvocato Vincenzo Lo Re spiegherà che le cose stanno ben diversamente da come si prospettano e spero che capiscano presto l’errore e che lo ammettano».

- L’omissione di atti d’ufficio è un reato che può capitare anche per le buche nelle strade. Però è anche vero che la situazione del castello di Augusta era stata segnalata alla Regione.

«Esattamente. E la mia segreteria particolare ha trasmesso regolarmente all’assessorato regionale ai Beni culturali il 7 luglio 2014 la nota proveniente dal ministero dei Beni culturali. Torno a ripetere, affinché quel magistrato di Siracusa se ne convinca, che in Sicilia la competenza esclusiva sul recupero dei Beni culturali è attribuita per legge all’assessorato. E poi io non ne sapevo niente di questa iniziativa della Procura su denuncia di Italia Nostra. Ora che leggo bene l’avviso di garanzia vedo pure che c’è scritta una cosa assurda, e cioè che io dolosamente, e ripeto dolosamente, avrei omesso di fare i lavori al castello svevo. Cioè il presidente della Regione avrebbe operato in modo doloso per far crollare il castello di Augusta? Ma che sciocchezza è mai questa? Dimostreremo che il sostituto procuratore di Siracusa ha sbagliato indirizzo - e mi dispiace anche per Raffaele Lombardo, accomunato nelle stesse accuse -, ma il danno all’immagine resta, perché la gente non capisce bene queste cose e fa di tutta l’erba un fascio. Ora io per la gente sono un inquisito. Vi pare giusto? ».

Sulla questione è intervenuto anche l’ex presidente Raffaele Lombardo al quale è stato recapitato un avviso di garanzia dello stesso tenore di quello inviato a Crocetta.

«Questo mi consentirà di chiarire al pm in primo luogo che la legge 10 del 2000 assegna al presidente e agli assessori la funzione di indirizzo politico, mentre la gestione è affidata ai dirigenti e ai funzionari. Inoltre nel governo della Regione, così come nel governo nazionale, una volta delegata la materia a un assessore del ramo la competenza resta esclusivamente sua. Inoltre mai una segnalazione della competente soprintendenza per il castello svevo di Augusta è stata sottoposta alla mia attenzione».

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