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Loris, dopo le rivelazioni di Veronica

Loris, dopo le rivelazioni di Veronica Andrea Stival indagato per omicidio

La decisione della Procura di Ragusa: «Ma è un atto dovuto»

Loris, dopo le rivelazioni di Veronica Andrea Stival indagato per omicidio

RAGUSA. La macchina dell’inchiesta era già ripartita, a basso regime di marcia, da un paio di settimane. E il “faldone Veronica” - sempre e comunque sul tavolo, ma con un po’ di polvere accumulata negli ultimi tempi - è tornato a essere di nuovo la priorità numero uno. Nottate in bianco a rivedere le immagini delle telecamere per capire se c’è qualche particolare finora sfuggito, verbali ripescati (le testimonianze rese dai diretti interessati, ma anche da familiari e vicini), ma soprattutto un nuovo tuffo nella palude melmosa delle intercettazioni - le più interessanti sono quelle colte dalle cimici in casa e in auto - di quella che qualcuno definì, con profetica ironia «la famiglia del Mulino Nero».

Ma non è soltanto un remake di un’indagine ritenuta, di fatto, chiusa. Perché sono in corso, ormai da giorni, «nuove attività approfondite», assicurano a Ragusa. Martedì mattina l’ultimo vertice operativo fra pm e forze dell’ordine, ora tutti al lavoro. Parliamo dell’indagine sull’assassinio di Loris Stival. Andrea Stival, 53 anni, nonno della vittima, è indagato dalla Procura iblea per concorso in omicidio e occultamento di cadavere già da diversi giorni. Dal momento in cui è arrivato il primo atto di una serie di notizie di reato.

Con un’unica fonte: Veronica Panarello, a processo con rito abbreviato per il delitto, che ha chiamato in correità il suocero: «È stato lui a uccidere mio figlio. Loris aveva scoperto che io e Andrea eravamo amanti e minacciava di raccontarlo a mio marito. Non l’ho detto prima perché mio suocero mi minacciava, avevo paura per l’altro bambino». Questa, in sintesi, l’ultima “verità” della donna di Santa Croce Camerina. Fornita a pillole, con versioni mutevoli - ferme restando le accuse al suocero - in tre diverse occasioni. Nel primo clamoroso sfogo, lo scorso 25 gennaio, con la psicologa Angelida Ullo (ausiliaria dei periti del gup per la perizia psichiatrica) che la incontra per somministrarle dei test richiesti.

Quello stesso giorno, però, Veronica chiede e ottiene di incontrare il suo avvocato, Francesco Villardita. Con lui parla per ore, dettagliandoli questo nuovo colpo di scena. Quattro giorni dopo, il 29 gennaio, la mamma di Loris viene sentita in carcere dal pm Marco Rota. Al quale, in un interrogatorio surreale, racconta pochissimi elementi utili. Molto più prodiga, invece, è nelle due ultime sedute della perizia, l’8 e il 9 febbraio: ricostruzione più precisa; forse anche troppo. A quel punto le indagini sul suocero erano già di fatto aperte. Quelle delle parti in causa sono tutte reazioni prevedibili a un evento previsto. Anzi: scontato. Come il silenzio tombale dal palazzo di giustizia, con in testa il procuratore Carmelo Petralia. «Finora non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione, né formale né informale. La stampa lo sa e noi no», dice Francesco Biazzo, avvocato di Andrea Stival.

Ma la Procura, se non nell’imminenza di atti da compiere necessariamente alla presenza del difensore, non è tenuta a notificare alcunché all’indagato. Che magari non sarà sentito a breve scadenza. Biazzo, legale di parte civile per conto del nonno della vittima nel processo a carico di Veronica, si trasforma adesso in difensore: «Andrea Stival - argomenta comunque il penalista - è estraneo alle accuse mosse dalla nuora, che quereleremo per calunnia appena avremo gli atti delle sue dichiarazioni. Non ha ucciso lui Loris e non era l’amante di Veronica Panarello».

Risuona la carica per Francesco Villardita. Il difensore della donna prima ricorda una cosa ovvia, ma sottile: «La notizia di stampa non ci sorprende, non avevamo dubbi. Nel nostro ordinamento è obbligatorio esercitare l’azione penale in presenza di una notizia di reato». E poi si prepara a ricominciare la battaglia con un nuovo orizzonte: «Nell’indagine a carico di Andrea Stival non starò di certo a guardarmela dalla finestra. Ho una precisa strategia, che non sto qui a rivelare. Ma l’unica certezza è che farò, così come sempre ho fatto, tutto il massimo per tutelare la mia assistita».

A guardarsela dalla finestra, invece, è Daniele Scrofani, legale di Davide Stival: «Sebbene la “nuova verità” fornita dalla signora Panarello appaia a prima vista difficilmente credibile e peraltro ultima di numerose e contraddittorie versioni, prendiamo atto della scelta della Procura di Ragusa di iscrivere il signor Andrea Stival nel registro degli indagati, confidando come sempre nel lavoro della magistratura e della Polizia giudiziaria. Il nostro unico interesse è da sempre quello dell’accertamento della verità, per quanto dolorosa essa possa risultare».

Ma come ha reagito Davide, che dopo la doppia tragedia deve sopportare quest’altra colata di fango (giusto per non usare un’altra parola)? «Il mio assistito ha una reazione aperta, nel senso che attende gli approfondimenti che gli inquirenti riterranno opportuno effettuare. Dopo avere subito il doppio trauma dell omicidio del figlio Loris e avere appreso che la responsabile dell’omicidio sarebbe la moglie, oggi è chiamato ad affrontare questa ulteriore prova». Scrofani annota che «questa ultima versione di Veronica è stata preceduta da una serie di servizi giornalistici in cui un presunto esperto informatico suggeriva la presenza di un uomo all’interno dell’auto della Panarello il 29 novembre 2014». E ora che succede? L’inchiesta su Andrea continua, il processo a Veronica pure.

Le due linee parallele si potrebbero incrociare con una richiesta di supplemento d’indagine al gup Andrea Reale, oppure restare uno stralcio di quella principale. Ma i pm credono davvero all’ultima agghiacciante versione di Veronica? Non proprio, visto i precedenti. Seppur con la sensazione, fra chi è in prima linea, di una ricostruzione e «tutta da verificare». Anche perché una cosa sarebbe “qualificare” un rapporto fra due persone, ben altro è collocarle assieme sulla scena del delitto. I prossimi passi? Veronica (che ieri mattina ha incontrato il suo legale il carcere, dimostrandosi «serena e battagliera) sarà di nuovo interrogata dal pm. Probabilmente domani. Il suocero pure, ma non subito. Si ricomincia. Purtroppo; o per fortuna. Con un’unica amarissima certezza: Loris non trova pace. Nemmeno da morto.

twitter: @MarioBarresi

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