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Collettore fognario Aci Castello La sentenza sblocca i lavori

Collettore fognario Aci Castello La sentenza sblocca i lavori

Il Consiglio di Stato ha sciolto il nodo giuridico che bloccava l’iter per i lavori del collettore di Aci Castello. La firma del contratto è prevista entro un mese serve il sì del Mef per i fondi, anche per Catania

Collettore fognario Aci Castello La sentenza sblocca i lavori

E’ una sentenza attesissima, perché da essa viene l’ultima parola su un ingarbugliatissimo groviglio giuridico di appelli e ricorsi, su cui si è impantanata a lungo un’opera invece urgente e indispensabile per la sicurezza del nostro territorio e la tutela dell’ambiente e del mare, compreso il tesoro naturalistico della Riserva marina dei Ciclopi, che ogni estate dobbiamo vedere inquinato da tre scarichi fognari che sboccano vicino alle sue acque. Adesso la sentenza è arrivata, ed è finalmente dirimente e inappellabile, essendo quella di ultimo grado del Consiglio di Stato, che ha confermato il precedente pronunciamento del Cga, aprendo di fatto la strada che dovrebbe portare in tempi rapidi alla firma del contratto e alla consegna dei lavori all’impresa Comer, essendo peraltro il progetto esecutivo pronto e atteso lunedì all’esame della commissione di verifica.

Questo perché, nelle more della sentenza, l’ente appaltante, ovvero l’ufficio del Commissario delegato per l’Emergenza bonifiche e Tutela delle acque della Regione, aveva proceduto all’aggiudicazione dei lavori con riserva di legge, non stoppando un iter che avrebbe richiesto altrimenti ulteriori lungaggini. «E’ un passaggio cruciale per la nostra comunità - dice il sindaco di Aci Castello Filippo Drago - dopo due anni di buio si vede finalmente la luce in questa vicenda». Se in forza delle sentenza che scioglie il nodo giuridico della questione, la previsione dell’ente appaltante è arrivare entro un mese alla firma del contratto e da lì a poco l’avvio delle fasi preliminari del cantiere - che comincerà dall’innesto nel sottosuolo di Picanello col vecchio allacciante di Catania (destinazione finale il depuratore di Pantano d’Arci) per andare per lotti a ritroso verso Cannizzaro, Aci Castello e Aci Trezza fino all’inizio della condotta a Capomulini - c’è da ricordare che si attende una svolta che sembra e si spera sia anch’essa vicina pure su un altro fronte, quello burocratico della reiscrizione delle somme intanto bloccate nelle maglie della contabilità speciale della Protezione civile, in base a cui l’autorizzazione alla spesa deve essere aggiornata di anno in anno, pur essendo già disponibili e vincolati i fondi per l’opera in questione.

Anche su questo fronte c’è un passo avanti sostanziale, il decreto del Dipartimento nazionale della Protezione civile che sancisce la reiscrizione delle somme, vistato da tutti i soggetti interessati, e in attesa adesso dell’adesione del ministero dell’Economia, che renderà subito spendibili le risorse. Il vecchio allacciante di Catania. Si tratterebbe di un passaggio ormai scontato, sussistendo tutti i requisiti previsti, che entro pochi giorni sbloccherebbe anche i lavori di un’altra grande opera, questa già completa all’80% e destinata ad essere “agganciata” proprio alla condotta di Aci Castello, nel punto d’innesto di Picanello (mappa in alto), ovvero il vecchio allacciante di Catania che scorre per tredici chilometri nel sottosuolo fino al depuratore di Pantano d’Arci.

Qui l’impresa ha realizzato in gran parte la bonifica del vecchio collettore della città, “impermeabilizzato” con una tecnica innovativa in funzione anche della maggiore portata che sarà necessaria per convogliare pure le acque reflue di Aci Castello, ma i lavori si sono bloccati a fine 2015 nella fase cruciale, nel sottosuolo di via Crociferi, dove mancano una ventina di metri per completare la ricostruzione del collettore, che in questo tratto era franato per 35 metri, dopo che l’impresa ha realizzato lavori per 2,3 milioni su un costo complessivo di 2,6, senza ricevere alcunché. La reiscrizione delle somme sbloccherebbe subito i lavori, che in tre mesi potrebbero essere conclusi con la ricostruzione della condotta sotto via Crociferi.

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