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In piazza Lena spuntano

Non c'è pace per piazza Lena

Nel più assoluto silenzio, la zona ha subito per l'ennesima volta delle modifiche che sfuggono però alla ragione

Non c'è pace per piazza Lena

Per piazza Lena non c'è pace. Quietatesi le polemiche dopo l'artisticità del progetto di riqualificazione di quella porzione del centro storico, nel più assoluto silenzio, la zona ha subito per l'ennesima volta delle modifiche che sfuggono però alla ragione. Segnale che, come si suol dire, ci fosse qualcosa “sotto” è stata la chiusura al traffico della via Bac Bac attraverso un'ordinanza emessa il 19 febbraio scorso della quale, tuttavia, i residenti ci hanno spiegato essere stati avvisati solo quando le transenne – che, comunque, sono state più volte spostate – erano state piazzate.

Così in piazza Lena, già sabato, erano “spuntati”, come curiosi funghi, dei blocchi di pietra bianca, la stessa con la quale sono stati realizzati i pannelli artistici di Silvio Benedetto. Tutti sbozzati con forme irregolari ma con una funzione verosimilmente logica di costituire delle sedute.

Su uno di essi spunta, inciso ad imperitura memoria, il nome di Giuseppe Pellitteri, architetto e ingegnere, professore ordinario di Progettazione Architettonica e Urbana, Scuola Politecnica – Dipartimento di Architettura, vice direttore del Centro internazionale di ricerche sui Centri storici dell’Università degli Studi di Palermo e, soprattutto, progettista e direttore dei lavori delle opere di riqualificazione di piazza Lena e piazza San Giuseppe. Lo stesso era balzato agli onori delle cronache di recente, quando, in una intervista rilasciata al sito on line agrigentooggi.it, aveva sostanzialmente disconosciuto gli esiti della sua progettazione. In attesa di capire, a questo punto, se anche le sedute in pietra disposte nel bel mezzo del nulla saranno “ripudiate” dal proprio padre, ci limitiamo ad evidenziare un paio di aspetti della vicenda.

I blocchi, dirà qualcuno, hanno di certo una utilità: oltre a consentire a gli amanti dell'arte moderna (specificatamente, poi, di Silvio Benedetto) di sedersi ad ammirare le sue opere, impediscono il transito delle auto. Un fenomeno, quello della sosta dentro piazza Lena, denunciato nei giorni scorsi da Legambiente e che, possiamo riscontrare noi stessi, ha danneggiato – speriamo non irrimediabilmente – la pietra bianca della pavimentazione. Lunghe strisce nere di gomma e alcune macchie di olio, infatti, sono presenti sulla piazza in ordine sparso. Danni, in realtà, evitabili, dato che all'ingresso della piazza, infatti, sono stati collocati dei pistoni idraulici – che avranno avuto un costo – che sarebbero dovuti essere usati proprio per questo scopo, consentendo, tra l'altro, il transito a i privati che attualmente possiedono dentro la piazza dei magazzini, con regolare passo carrabile.

Fare il punto sullo sviluppo del progetto, su quanto non messo ancora in funzione o su quanto dovrà essere collocato, è al momento abbastanza difficile. Per questo non ci resta che aspettare, in fervida attesa, che piazza Lena e piazza San Giuseppe cambino ancora.

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