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La gestione del Palazzo dei congressi

Il Palacongressi passa all'Ente Parco

L'Ars ha approvato l'articolo 10 della legge finanziaria che prevede l'affidamento della struttura all'ente parco

Il Palacongressi passa all'Ente Parco

A proporre questa “exit strategy” erano stati nei giorni scorsi i deputati agrigentini Giovanni Panepinto, Michele Cimino, Roberto Di Mauro e Vincenzo Fontana, oggi, ovviamente, impegnati ad esprimere soddisfazione per il “risultato” raggiunto.

“Il parco archeologico nasce con una legge regionale con me presidente della commissione beni culturali apprezzando ed emendando il ddl Adragna/Capodicasa – spiega Cimino -. Oggi rappresenta un sistema di buona amministrazione che attraverso risorse proprie di sbigliettamento (esperienza che dovrebbe estendersi anche per le aree naturali protette o per i parchi naturalistici) si riesce a valorizzare e riutilizzare strutture ormai abbandonate all'incuria e al degrado indispensabili per attrarre l'offerta turistica in Sicilia”. “Con questa operazione - aggiunge l’onorevole Fontana - siamo convinti che la struttura, chiusa ormai da quattro anni, sarà ben presto rimessa in sicurezza e restituita alla fruibilità nell’interesse della collettività e per il rilancio economico del territorio”. Fontana, Cimino e Panepinto hanno già annunciato una conferenza stampa sabato prossimo, ad Agrigento, con inizio alle ore 10.30, che si terrà presso l’ex Scuola Rurale, di fronte al Museo di San Nicola.

Se questi i “fuochi d'artificio” di festeggiamento, meno sereni – o più rassegnati – sembrano al Parco archeologico, che si trovano ad ereditare una struttura non solo in profondo stato di abbandono, ma soprattutto destinata a finalità – quelle, ad esempio, del turismo congressuale – che vanno “coltivate” quantomeno nel medio-lungo periodo.

Primo problema, evidentemente, quello del recupero e la rimessa in uso dell'immobile. E se l'articolo prevede come per l'esercizio finanziario 2016 il dieci per cento dei proventi del Parco archeologico dovrà essere destinato a sostenere i costi di gestione  (significa circa 500mila mila euro), meno chiaro è da dove dovranno provenire i costi per i progetti di restauro e consolidamento.

“Attendiamo di conoscere quale è lo stato attuale della struttura – spiega il direttore del Parco, Giuseppe Parello – e una perizia in tal senso è evidentemente la prima cosa che faremo al momento della consegna. Fatto questo ci occuperemo della progettazione attraverso i nostri uffici e, poi, vedremo”.

Di certo c'è però che il Parco dovrà un po' “stringersi” rispetto alle spese per la gestione delle proprie aree almeno finché non si capirà come rendere produttivo il palacongressi. “L'obiettivo evidentemente è capire come mettere a sistema la struttura, in tal senso – continua Parello – è necessario  realizzare un piano di sviluppo per il futuro”.

Intanto, comunque, c'è anche da fare i conti con le cose più “spicciole”, come ad esempio avere la disponibilità di personale necessario a gestire la struttura, dato che il Parco, come molti altri siti siciliani, è sotto organico e deve garantire diversi servizi (come le visite serali) con l'utilizzo dello straordinario.

“Per quanto mi compete – ammette ancora Parello -, ho inviato già una nota al Dipartimento regionale per chiedere di ottenere maggior personale in considerazione dell'impegno ulteriore della gestione anche del Palacongressi. Attendiamo risposte”.

Contro la possibilità di un passaggio della struttura alla gestione del Parco si era pronunciato nei giorni scorsi l'ex presidente della Provincia regionale di Agrigento, Michelangelo Taibi, il quale, come noto, aveva avviato una raccolta fondi per il salvataggio del palazzo dei congressi al fine di “sollecitare” il Comune a riprenderne la gestione.

 

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