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L'Amaro di Sicilia ?Dal 1870 a produrloè l'ultima distilleriadella Sicilia orientale

L'Amaro di Sicilia ? Dal 1870 a produrlo è l'ultima distilleria della Sicilia orientale

I prodotti cult della storica azienda di Santa Venerina che rilancia su grappe made in Sicily e cremoncelli fruttati

L'Amaro di Sicilia ? Dal 1870 a produrlo è l'ultima distilleria della Sicilia orientale

Il profumo delle vinacce e degli agrumi di Sicilia. I toni pastello e le linee sinuose delle bottiglie “vintage” da grappa o da rosolio. La magia degli alambicchi a vapore e delle colonne di distillazione che si elevano come organi di acciaio e rame al di sopra dei visitatori. Scoprire l’universo di tecnologie e tradizioni, aromi e suggestioni cromatiche che dal 1870 avvolge la preparazione dei prodotti confezionati dalle Distillerie dei Fratelli Russo di Santa Venerina è di per sé un’esperienza da vivere e rivela la essenza reale del produrre “siciliano”. 

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«Sono almeno tre le generazioni di imprenditori con una storia da raccontare – dice Anna Maria Maugeri, responsabile commerciale dell’azienda che è attualmente anche l’unica distilleria attiva in Sicilia orientale - e anche oggi, come in passato, alla guida dell’azienda ci sono due fratelli, Aurelio e Alessandro Russo, che hanno proiettato il marchio nel nuovo millennio, mantenendo viva la tradizione siciliana dei rosoli e delle acquaviti e promuovendola in Italia e all’estero».

 

 

E come sempre a fare la differenza nella produzione di prodotti ad alto tasso di valore artigianale è la competenza di imprenditori e maestranze. Un “know how” che ha permesso alla Fratelli Russo di perfezionare tecnicamente e conservare “in casa” i segreti della distillazione. Evoluzioni che hanno consentito alla distilleria siciliana di primeggiare nel settore Beverage sugli scaffali di tutta Italia, puntando su qualità e consumo consapevole anche a dispetto delle maggiori possibilità di penetrazione del mercato dei marchi industriali della grande distribuzione. «Abbinare ai nostri prodotti cult, come il “Fuoco del Vulcano” o l’”Amaro” di Sicilia – spiega Maugeri - liquori a gradazione medio-bassa e molto fruttati come il “Fragolino dell’Etna” o i nove cremoncelli ci ha fatto apprezzare di più anche dalla clientela non italiana, cresciuta fino a rappresentare quasi il venti per cento delle vendite. 

Una tradizione espressa in modo esemplare dalle undici grappe, prodotte con vitigni rigorosamente autoctoni come la “Sublime”, derivata da vinacce di Nero d’Avola, o la profumata Grappa “Moscato di Pantelleria”, premiata anche dall’International Wine&Spirit Competition di Londra, quale miglior prodotto nella sua categoria. «Da sempre - sottolinea la manager - tra gli obiettivi aziendali c’è la valorizzazione del meglio del “made in Sicily”: dal limone verdello, una gemma che fiorisce solo nel nostro territorio e su cui si basa la preparazione dell’inimitabile “Lemoncello di Sicilia”, al pistacchio dop di Bronte, ingrediente principe del “Cremoncello al pistacchio” prodotto già in oltre due milioni di bottiglie. Senza dimenticare una specialità unica al mondo, che è anche un riassunto di sicilianità, come l’”Acquavite di Ficodindia». 

 

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