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In Sicilia stragi di cania colpi d'arma da fuoco

In Sicilia stragi di cani a colpi d'arma da fuoco

L'ennesimo episodio di crudeltà nei confronti delle bestiole, tra Centuripe e Catenuova. Una cagnolina è stata trovata con un foro di proiettile in testa. I responsabili, forse sono cacciatori

In Sicilia stragi di cani a colpi d'arma da fuoco

Catania - Sulla pagina Facebook dell’organizzazione no profit Cani&Gatti, adozione in Sicilia, l’hanno catalogata tra le “storie di ordinaria cattiveria”. Purtroppo è esattamente così, ma nella vicenda che riguarda 
un cucciolo che si è salvato da un’altra autentica carneficina, c’è qualcosa anche di più allarmante. E fortemente inquietante. Perché il cucciolo è stato trovato in un casolare nelle campagne tra Centuripe e Catenanuova da un professionista catanese che viaggia molto per motivi di lavoro in auto tra i paesi della provincia, e che da tempo dava da mangiare ad una cagnolina randagia che, appunto, aveva scelto come luogo per proteggersi quel casolare mezzo diroccato. Ieri mattina, però, quando quel signore si è fermato nei pressi del casolare con una busta di cibo, la cagnolina non si è avvicinata scodinzolando come faceva abitualmente, anche quando era in attesa di una cucciolata.

 

 La cosa ha insospettito il professionista catanese che si è avvicinato al casolare da dove è uscito soltanto un cuccioletto.  Dentro una scena di una crudeltà inaudita: a terra la povera cagnolina, morta, con un foro di proiettile in testa e sangue dappertutto. Poco distanti gli altri due cuccioli, anche loro uccisi con altri colpi d’arma da fuoco. Scena raccapricciante,ma, purtroppo, non un inedito. Così il professionista catanese, che pure aveva iniziato la sua giornata di lavoro che lo doveva portare in vari paesi della provincia, ha preso il cucciolo, certamente sfuggito per miracolo alla ferocia di chi ha sparato in quel casolare, e lo ha affidato alle cure di una signora che ama gli animali. Da lì, poi, l’annuncio per la possibile adozione del cagnolino. Ciò che preoccupa molto, spiegano alcuni animalisti, è che episodi così cruenti, con animali uccisi a colpi d’arma da fuoco, si stanno moltiplicando nelle campagne dell’Isola.

 

 Il sospetto che qualcuno avanza è che le povere bestie possano anche essere usate da chi prova armi e da chi vuole esercitarsi con bersagli vivi e, magari, in movimento.Un sospetto atroce che, peraltro, va a collegare azioni criminali nei confronti degli animali, con attività eseguite evidentemente da gente che opera nella totale illegalità, utilizzando anche armi.Per questo le autorità negli ultimi mesi sono state allertate e sono scattati, per quanto possibile, tutta una serie di controlli nelle aree di campagna dove si sospetta possano svolgersi queste esercitazioni. Ma c’è dell’altro, come spiega Stefania Raineri, dirigente dell’Enpa di Catania: «Per quel che sappiamo noi uno dei rischi maggiori che corrono questi randagi è quello di essere bersagli di cacciatori che non vogliono interferenze nello svolgimento della loro attività venatoria. E la presenza dei cani nelle campagne dove vanno a caccia è per loro,evidentemente, un disturbo.

 

Per questo ci sarebbe una caccia parallela ai cani che vivono in quelle aree. Di possibili esercitazioni di gente che spara e cerca bersagli vivi e mobili noi non abbiamo notizie precise».Cosa fare per fermare questa strage, quale che sia il movente che spinge i carnefici? Stefania Raineri spiega: «Denunciare subito alle forze dell’ordine il ritrovamento di cani o gatti uccisi a colpi di arma da fuoco e, soprattutto, farlo tempestivamente se si è in giro nelle campagne e si sentono colpi d’arma da fuoco».

Andrea Lodato                                  

 

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