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Catania, non violò il DaspoAssolto Antonino Speziale

Catania, non violò il Daspo Assolto Antonino Speziale

Era accusato di avere assistito ad un allenamento del Catania calcio. Lui: «Non pensavo fosse vietato». Il pm aveva chiesto 16 mesi

Catania, non violò il Daspo Assolto Antonino Speziale

La terza sezione penale del Tribunale di Catania, presieduta dal giudice Maria Pia Urso ha assolto “perché il fatto non costituisce reato”, Antonino Spziale, l’ultras del Catania calcio, detenuto per l’omicidio dell’ispettore di Polizia Filippo Raciti e che era questa volta sotto processo perché accusato di avere violato il Daspo avendo partecipato ad un allenamento del Catania calcio.

A Speziale, che è assistito dall’avvocato Giuseppe Lipera, era stato intimato, con un provvedimento emesso dal questore di Catania nel 2007 per la durata di cinque anni, di non accedere in nessuno dei luoghi in cui si svolgono gli allenamenti della squadra di calcio del Catania. Sula base di questo provvedimento gli era stata contestata la mancata osservanza del Daspo. L’alenamento contestato si era tenuto a Massannunziata, a Mascalucia, nell’agosto del 2010. All’udienza ha presenziato anche lo stesso Antonino Speziale che si trova al momento detenuto nel carcere dell’Ucciardone di Palermo dove sta scontando la pena per il delitto Raciti.

L’imputato nel corso dell’interrogatorio, rispondendo alle domande del suo difensore, l’avv. Giuseppe Lipera, è stato sentito dal giudice e si è proclamato innocente: “Io - ha detto in aula - ho sempre rispettato il provvedimento del Daspo tant’è che non ho mai assistito ad alcuna partita, presentandomi regolarmente al Commissariato di Polizia, così come mi era stato ordinato. Non pensavo di violare alcuna norma giuridica andando ad assistere ai semplici allenamenti”. Il Pubblico ministero aveva comunque chiesto la condanna ad un anno e quattro mesi di reclusione ed una mula di 15.000 euro.

L’avv. Giuseppe Lipera aveva invece chiesto l’assoluzione con formula piena del suo assistito: “Lo spirito del Daspo è prevenire scontri fra tifoserie avversarie e quindi occorre una vera e propria manifestazione sportiva; assistere ad un semplice allenamento della squadra non significa violare la legge. Già questo giovane - ha sostenuto Lipera - ha subito una sentenza di condanna ingiusta (il riferimento è alla condanna per il delitto dell’ispettore Raciti, ndr) torniamo a fargli credere che la Giustizia esiste in Italia anche per lui! ”. Il Tribunale al termine della requisitoria e dell’arringa ha assolto Speziale “perché il fatto non costituisce reato”.

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