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Rifiuti, in Sicilia è emergenza di Natale tra cassonetti stracolmi e immondizia in strada

La spazzatura prodotta per le feste acuisce l'emergenza perenne dell'Isola. L'assessore regionale: «Città sporche ospitano abitanti e turisti in un clima di rassegnazione»

Rifiuti, in Sicilia è emergenza di Natale tra cassonetti stracolmi e immondizia in strada

PALERMO - Le festività natalizie, significano momenti felici, convivialità e scambi di doni, ma anche tanti rifiuti da smaltire: imballaggi in polistirolo, carta e nastri colorati, fiocchi, biglietti augurali, involucri in cartone e plastica, avanzi di cibo, bottiglie di vetro. Insomma, di tutto. E questo "tutto" in questo preciso momento però staziona sulle strade delle nostre città, dove cassonetti stracolmi e cumuli di immondizia abbandonati fanno bella mostra mostra come vere e proprio installazioni natalizie.  Colpa della cosiddetta emergenza rifiuti in Sicilia, anche se chiamarla emergenza dopo che il settore attende da anni una serie riforma appare un po' come una presa in giro. Fatto sta che in tanti centri la raccolta non è stata effettuata mentre in tanti altri viene fatta a singhiozzo. 

A Catania per esempio  le quantità all’interno e attorno i cassonetti, come davanti ai portoni nell’area del porta a porta, negli ultimi due giorni sono inevitabilmente cresciute, ma a fronte di questo, e per varie ragioni, il servizio resta inchiodato su standard meno che mediocri; dall’efficacia della differenziata (resa ancora più problematica dal fatto che nei cassonetti della plastica, per esempio, finisce un po’ di tutto a qualsiasi ora, per non parlare dell’umido) allo spazzamento di strade e piazze, che continua a evidenziare diverse carenze, dal centro ai quartieri.

A Palermo la chiusura della grande discarica di Bellolampo sta creando problemi a tutto il comprensorio, con gli autocompattatori stracolmi che restano fuori in attesa di scaricare. Il sindaco di Bagheria ha addirittura dovuto noleggiare altri mezzi per scongiurare una emergenza sanitaria.

Giornate calde sul fronte dei rifiuti anche a Messina dove la ditta che si occupa della raccolta ha invitato a non gettare rifiuti il 24 e 25 dicembre e il sindaco ha emesso un'ordinanza che vieta il conferimento di immondizia nei cassonetti. 

E poi è ancora caos rifiuti in tanti centri, da Castelvetrano a Licata fino al Ragusano e al Siracusano: tanti Comuni dove spesso anche le problematiche sindacali, i lavoratori che non percepiscono stipendio e la disorganizzazione creano montagne di immondizia e di sporcizia.

Una situazione potenzialmente esplosiva, un cerino in mano che che da pochi giorni è passato al nuovo assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, Vincenzo Figuccia, che sull'argomento ha scritto una sorta di "letterina di Natale": «In queste settimane ho studiato e riflettuto a lungo - afferma Figuccia -. Sul tema dei rifiuti mi sembra che sin dagli anni 60 si sia proceduto guardando alle emergenze sotto una guida opaca in un misto di incuria e programmata superficialità. Il risultato di oggi è sotto gli occhi di tutti: camion di spazzatura girano per la Sicilia, sacchetti di indifferenziata stazionano nei cassonetti, impianti mai definiti, città sporche ospitano abitanti e turisti in un clima di rassegnazione. E mentre le discariche sono al collasso, fra presunte ideologie e pragmatismo esasperato, assisto basito a un tutti contro tutti, fra scienziati e burocrati, politici e cittadini, immerso fra rompicapo che da decenni paralizzano la nostra terra senza che nessuno trovi soluzioni».

«Oggi a 4 settimane dal mio insediamento - continua l'assessore - faccio i conti con una grande solitudine, tante notti insonni e 20 ore di lavoro al giorno per pianificare le attività dei prossimi mesi, per fare ordine e per continuare ad inventare soluzioni ai problemi generati dall’incuria e dal disinteresse degli altri». 

Figuccia ammette che avrebbe immaginato di occuparsi di politiche per il sociale (era in predicato di prendere un altro assessorato nella giunta Musumeci), ma - dice - «ho accettato questa scommessa, l’ho fatto perché amo la mia terra».

Poi l'augurio: «Il mondo è pieno di buone esperienze nel settore della raccolta e del trattamento dei rifiuti. Noi siciliani meritiamo un’opportunità - conclude -. Oggi voglio augurare a me stesso e a tutti voi che il cuore ci accompagni e conduca sempre verso la nostra vocazione. Che ognuno di noi accetti le proprie sfide, osando e seguendo l’istinto verso la libertà e verso l'amore per gli altri».

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commenti 1
  • ASTOLFO

    26 Dicembre 2017 - 12:12

    Tolta l'immondizia, che cosa resta della Sicilia? E' passata una settimana dall'apertura dell'ARS e ci sono già stati tre o quattro cambiamenti di mutande politiche: lo fanno così spesso perché sono... pulitissimi, per l'igiene delle pudenda!

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