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62 milioni di metri cubi d’acqua

Ci sono 62 milioni di metri cubi d’acqua invasati nelle dighe e pronti per l’irrigazione estiva

I dati sono stati forniti dal Consorzio di bonifica agrigento 3

Sono già pronti per l'irrigazione estiva delle campagne

Ci sono 62 milioni di metri cubi d’acqua invasati nelle dighe e pronti per l’irrigazione estiva

Sono circa 62 milioni i metri cubi d’acqua ad oggi invasati nelle dighe agrigentine e già pronte per l’irrigazione della prossima stagione estiva. I dati sono stati resi noti dall’ing. Pieralberto Guarino che, direttore generale del consorzio di bonifica 3 Agrigento e buon conoscitore del territorio agrigentino, li ha rilevati dalle postazioni degli invasi nella giornata di venerdì. Si tratta di un buon quantitativo di acqua che si è accumulata nei primi giorni del mese a causa delle copiose precipitazioni atmosferiche che hanno interessato tutto il territorio montano, specie nel settore occidentale della provincia dove si trovano allocate buon parte delle dighe. Le sorgenti e i ruscelli hanno fatto crescere la portata dei fiumi Verdura, Magazzolo, Belice che hanno scaricato il prezioso liquido per l’agricoltura in parte a mare e in parte negli invasi. Le cifre parlano di oltre 16 milioni di metri cubi già immagazzinati nella diga castello di Bivona, nell’alta vallata del fiume Magazzolo. L’invaso artificiale può contenere fino a 20-21 milioni di metri cubi d’acqua per cui migliaia di agricoltori sperano ancora nella ripresa delle piogge. Il laghetto Gorgo di Montallegro, alle porte del paese, a fianco della strada statale 115, oggi non raggiunge i 700 mila metri cubi d’acqua, a fronte della sua capacità ricezionale di oltre due milioni. L’invaso ha però delle prescrizioni per via della stabilità e sicurezza. E’ alimentato con i deflussi del fiume Magazzolo.

A nord di Burgio, in territorio della provincia di Palermo, nei pressi di Prizzi c’è la diga Raia che oggi è piena soltanto al 50 per cento della sua capacità, poco più di 4 milioni di metri cubi a fronte degli 8 che contenere. Il guaio è stato rappresentato che nell’area vi sono state poche piogge e non è nemmeno caduta la neve che normalmente si scioglie in primavera e riempie i laghi. Più  sud, in agro di Palazzo Adriano, la traversa di Gammauta è sempre piena, con appena 500-600 mila metri cubi, in quanto il serbatoio è di piccola entità e serve per alimentare periodicamente gli invasi sottostanti e i laghetti collinari.

Nella Valle del Belice, in territorio di Sambuca di Sicilia, la diga Arancio-Carboj è piena, è quasi prossima allo sfioro dell’acqua dalle paratie e contiene oltre 27 milioni di metri cubi d’acqua. Tutto il vasto comprensorio agrigentino, con l’aggiunta anche di una parte di quello trapanese, può utilizzare anche l’acqua che arriva dalla diga Garcia che, posta nel palermitano, oggi conta 62 milioni di metri cubi d’acqua di cui una minima parte, 5-6 milioni, viene assegnata all’Agrigentino. Per limitazioni tecniche, il Garcia non può raggiungere gli 80 milioni di metri cubi previsti dalla sua capacità di invasamento.

Nel settore orientale della provincia vi sono due invasi sullo stesso bacino imbrifero. La diga San Giovanni ha superato i 13 milioni e mezzo di metri cubi e potrebbe arrivare, sorgenti permettendo, anche a 16 milioni. Invece, l’invaso Furore immagazzina acqua a livello sperimentale e non raggiunge i 2 milioni di metri cubi. Per tutto il resto vi sono sul vasto territorio provinciale tanti laghetti privati collinari che gli agricoltori riempiono con l’acqua che riescono a pompare dal letto dei fiumi.

Se non pioverà più, gli agricoltori dovranno fare parsimonia nelle irrigazioni estive. Diversamente, si potrà sperare in una buona e preziosa raccolta nei frutteti, in buona parte trasformati a ciclo biologico.

                             

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