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Chiesto processo per 24 migrantifavorivano accessi clandestini

Chiesto processo per 24 migranti favorivano accessi clandestini

Tra gli indagati anche Ermias Ghermay, latitante dal 2014, ritenuto il responsabile dell'ecatombe del 2013 quando a Lampedusa morirono 366 immigrati

 Chiesto processo per 24 migranti favorivano accessi clandestini

 PALERMO - La Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio di 24 persone accusate di far parte di un'organizzazione criminale transnazionale che gestiva i traffici di migranti. Sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, di avere fatto entrare illegalmente in Italia centinaia di extracomunitari in cambio di somme che andavano dai 1500 ai 2000 dollari ciascuno e di avere consentito ai migranti giunti nel Paese di spostarsi e trasferirsi nel nord Europa.

 

 Tra le persone coinvolte nell'inchiesta, coordinata dall'aggiunto Maurizio Scalia e dai pm Gery Ferrara e Claudio Camilleri, Ermias Ghermay, etiope, e Medhane Yehdego Redae, eritreo, ritenuti tra i più importanti trafficanti di migranti che operano sulla cosiddetta "rotta libica". Ghermay, che vive e opera tra Tripoli e Zuwarah, è latitante dal luglio del 2014, quando nei suoi confronti fu emesso un provvedimento cautelare, esteso anche in campo internazionale, dopo il naufragio avvenuto il 3 ottobre 2013 davanti alle coste di Lampedusa, in cui persero la vita almeno 366 migranti.

 

Del tragico viaggio l'etiope è ritenuto organizzatore e responsabile. Gli inquirenti hanno scoperto anche una cellula della stessa organizzazione criminale, complementare a quella che agisce in Africa, composta da eritrei che vivono in Italia, in particolare nelle province di Palermo, Agrigento, Catania e Milano. Questa parte dell'organizzazione, in cambio di altro denaro, gestirebbe le fughe dei migranti dai centri di accoglienza, darebbe loro il supporto logistico per restare clandestinamente in Italia e ne agevolerebbe il successivo espatrio, sempre illegalmente, verso altri Paesi dell'Ue come Norvegia, Germania e Svezia. L'indagine ha svelato, inoltre, transazione di denaro, prevalentemente movimentato tramite canali illegali, per centinaia di migliaia di euro.

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