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Lo Iacp deve recuperare

Un milione di euro circa di canoni mai recuperati per occupazioni di immobili pubblici

A tanto ammonta il “tesoretto” che l'Istituto autonomo case popolari sta tentando adesso di riportare in cassa rivolgendosi a privati

Un milione di euro circa di canoni mai recuperati per occupazioni di immobili pubblici

 Tutto è contenuto in un bando pubblico emesso alcuni giorni fa e a sua volta disposto attraverso una determinazione del direttore generale Ulisse Sajeva che, in modo inequivocabile, traccia quanto avvenuto negli ultimi 5 anni rispetto alla lotta all'evasione, un fenomeno che ad Agrigento si attestava nel 2012, ultimo dato disponibile, al 41,03 per cento del totale. Il primo incarico in termini di recupero della morosità  risale al 2011, quando venne proposta alla Serit Sicilia “una convenzione per la riscossione dei canoni di locazione da riscuotere a residuo degli anni precedenti, ma da parte di Serit – si legge  ancora nella determina dello scorso 16 febbraio – non si è proceduto alla sottoscrizione della convenzione, in quanto ha ritenuto di non essere legittimata ad operare in tal senso”.

Si ritenta quindi l'anno successivo, quando, nel novembre 2012, si affida alla società “Poste e Tributi Spa” un incarico definito “sperimentale” per la “riscossione coattiva delle entrate dell'Ente”. Un incarico che ha prodotto, dice ancora Sieva, “risultati insufficienti”, portando lo Iacp, nel gennaio del 2015, a disporre la rescissione del contratto. Inutile anche il tentativo di proporre agli occupanti di effettuare una “ratealizzazione” del debito verso l'Istituto.

Quindi nuovamente spazio ad una “sperimentazione” della riscossione coattiva diretta dei crediti patrimoniali, di tributi e sanzioni amministrative. Il tutto seguendo un preciso iter che ha avvio attraverso una lettera di diffida che poi deve essere seguita da un preavviso di esecuzione in caso di risposta negativa o di nessuna risposta. Ultimo passaggio la “visita domiciliare presso l'utente moroso, curando di identificare, anche mediante l'ausilio della forza pubblica, l'eventuale occupante abusivo”. Per la società che si aggiudicherà il servizio è previsto un agio sull'importo dei crediti calcolati attualmente in almeno un milione di euro. Stima di valore del contratto 140mila euro, ovvero il 14 per cento del totale.

E se non ci è stato possibile avere informazioni più aggiornate (tutti i dirigenti erano impegnati in attività di ufficio), le uniche stime in nostro possesso oltre a parlare di una morosità del 41 per cento, individuavano sempre nel 2012/2013 come su 18 mila utenti, ben 14 mila risultavano senza reddito. Anche considerando una certa quota di dichiarazioni non veritiere, il dato complessivo di per sé basterebbe a  spiegare la grande incidenza della morosità sui canoni. Per questo adesso il sindacato degli inquilini, il Sunia, in merito anche a questa azione di recupero della morosità, si dice pronto a chiedere chiarimenti al commissario straordinario e alla dirigenza dell'Istituto.

 

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