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CamCom, ecco a chi conviene il caos

CamCom, ecco a chi conviene il caos M5S: «Così Crocetta favorisce Montante»

CamCom, ecco a chi conviene il caos M5S: «Così Crocetta favorisce Montante»

CATANIA. Una delle tante “riforme zoppe” di cui è piena la Sicilia. O magari qualcosa di più. Una sorta di facìte ammuina. Con interessi per centinaia di milioni di euro, legati a «diverse e ripetute gravi violazioni» e a «vicende opache». E uno scenario da non sottovalutare: «i nuovi assetti di potere in una molteplicità di organismi, enti e società, tra le quali le società aeroportuali Gesap di Palermo e Sac di Catania, in cui è notorio che si aggirano ingenti affari e note lobby affaristiche e mafiose».

 

Irrompe in Senato il caso della governance delle Camere di commercio. In un’interrogazione parlamentare, quattro senatori 5stelle (Luigi Gaetti, Ornella Bertorotta, Michele Giarrusso e Vincenzo Santangelo) sollecitano l’intervento del ministro per lo Sviluppo, Federica Guidi. «Le procedure per l’elezione delle governance delle nuove Camere di commercio, che dovevano concludersi in tempi rapidi - scrivono i quattro senatori - sono di fatto compromesse per via di diverse e ripetute gravi violazioni e vicende opache, già sotto indagine giudiziaria e di dominio pubblico, che hanno causato il blocco dell’accorpamento degli enti camerali e l’inosservanza alle direttive di legge», con «uno slittamento sine die della costituzione delle nuove Camere di commercio, considerato che i decreti ministeriali non prevedono un termine perentorio entro il quale devono insediarsi gli organismi amministrativi, consentendo, in tal modo, il mantenimento della carica senza alcun limite temporale agli attuali organismi delle 9 Camere di commercio della Sicilia, in violazione dei principi delle leggi nazionale e regionale».

L'INTERVISTA / MARCO VENTURI: COSI' IL SISTEMA MONTANTE DOMINA LA SICILIA

 

I parlamentari citano diversi articoli di stampa. E ricordano episodi e persone. La denuncia del presidente di Confcommercio di Messina sulla «illegittimità degli atti compiuti dalla Regione»; la contestazione, da parte di 30 associazioni sugli atti del commissario ad acta della Camera di Commercio di Catania che incidono «in maniera gravissima» sul processo di fusione; il giallo delle «iscrizioni fantasma di alcune società nelle liste delle associazioni candidate a ricoprire cariche nei Cda nei nuovi maxi enti camerali siciliani», con riferimento a un’indagine della Procura di Catania su «Confimpresa, Euromed e Fapi, in quanto hanno ottenuto l’iscrizione di un numero abnorme di imprese fra il 2013 e il 2014, molte delle quali si presume inesistenti o iscritte anche in altre associazioni», viziando così «in modo palese» le procedure di elezione della nuova CamCom della Sicilia orientale. E poi il caso Palermo con la denuncia di Patrizia Di Dio, candidata alla presidenza camerale, «contro le false iscrizioni a Euromed». Il fil rouge sarebbe, per i senatori grillini, il cosidetto «sistema Montante».

Il presidente di Confindustria Sicilia, indagato per mafia. Il quale, si legge nell’interrogazione, sarebbe «in ottimi rapporti» con Pietro Agen e «vicino» ad Alessandro Albanese, «papabili candidati alla presidenza dei nuovi enti camerali» di Catania e Palermo, oltre che «buon amico» di Alessio Lattuca, vicepresidente della CamCom di Agrigento e «responsabile di Euromed». Il passaggio più pesante è quello sul governo regionale. «A giudizio degli interroganti il presidente della Regione, Rosario Crocetta, e l’assessore Mariella Lo Bello, notoriamente legati a Montante, ad oggi non hanno ritenuto di procedere a nessuna verifica delle gravissime violazioni, opacità e condizionamenti, denunciate dalla associazioni di categoria per l’elezione delle governance delle nuove Camere di commercio della Sicilia, favorendo in tal modo il “sistema Montante”».

 

Con «uno smisurato potere vincolante nella gestione del Governo regionale e di una miriade di enti e società partecipate» e anche «tutto il potere delle aree industriali della Sicilia per mani del neo commissario dell’Irsap, Maria Grazia Brandara, segretaria particolare dell’assessore Lo Bello e, risulta agli interroganti, espressione del chiacchierato Giuseppe Catanzaro, vice presidente vicario di Confindustria Sicilia, soggetto tra i più fidati di Montante». Il presidente di Confidustria, secondo i senatori grillini, risulterebbe ostentare «ottimi rapporti con il Ministro dello Sviluppo economico». Rapporti «alimentati» da Gianluca Gemelli («voluto dal Ministro nella sua squadra quando fu presidente dei Giovani industriali»).

Gemelli, «noto imprenditore di Augusta e strettamente legato anche a Ivanhoe Lo Bello per via di cointeressi societari». Lo Bello viene definito «alter ego di Montante», nonché «espressione di un vasto potere radicato negli anni che condiziona svariati centri decisivi della vita pubblica della Sicilia, tra cui spicca l’opaca amministrazione della Società Aeroporto Catania Spa».

I senatori del M5s chiedono al ministro «quali atti ispettivi e di verifica» siano stati presi su «violazioni», «inquietanti condizionamenti» e «presunti errori di calcolo nell’attribuzione dei seggi commessi da parte dell’assessorato alle Attività produttive». Ma di fatto invocano la “testa” di Montante, per il quale si chiede di «procedere alla destituzione o sospensione» da presidente della Camera di commercio di Caltanissetta e di Unioncamere Sicilia. E chiedono conto su «idonee iniziative assunte dal presidente della Regione, dall’assessore regionale per le Attività produttive e dal presidente Unioncamere nazionale, deputati a vario titolo al controllo ed alla vigilanza degli enti camerali», su «violazioni» e «condizionamenti» nelle procedure di elezione delle governance delle nuove Camere di commercio».

 

E, infine, la cosa più importante per il futuro delle super CamCom. Ovvero «se, nell’ambito delle proprie attribuzioni, intenda impartire urgentemente nuove direttive, a modifica dei decreti ministeriali, fissando un termine perentorio entro il quale dovranno insediarsi i nuovi organismi».

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