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In piazza per il made in Sicily Anci chiede intervento Ue

In piazza per il made in Sicily Anci chiede intervento Ue

Il raduno di amministratori e agricoltori oggi a Pachino, a sostegno di olio, pomodoro e di tutti gli altri prodotti "attaccati" da una concorrenza sleale

In piazza per il made in Sicily Anci chiede intervento Ue

Pachino - Manifestazione contro la crisi dell'agricoltura, a Pachino, nel siracusano, dove oggi  si sono dati appuntamento i produttori siciliani. La data non è stata scelta a caso, oggi, infatti, si riuniva il Consiglio d'Europa dei Ministri dell'agricoltura ed il ministro dell'Agricoltura del Governo italiano, Maurizio Martina, avrebbe chiesto l'attivazione delle clausole di salvaguardia previste nel trattato Euro Mediterraneo (UE-Marocco). A Pachino la protesta è coordinata dalla Consulta comunale dell'Agricoltura. Ad aderire anche l'AnciSicilia .

 

 «La crisi del settore agricolo è tragica e ci aspettiamo che l'Unione europea e il governo regionale facciano la loro parte per soccorrere le nostre imprese e impedire che vengano messi a rischio migliaia di posti di lavoro», hanno dichiarato Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell'AnciSicilia che hanno aggiunto: «Riteniamo che si debba correre ai ripari pianificando nuove strategie per la valorizzazione del made in Sicily. Ci auguriamo che imprenditori e comuni insieme, potranno diventare protagonisti di un'offerta in grado di proporre ai mercati internazionali la qualità della nostra produzione agricola».

 

 «L'AnciSicilia - ha concluso Paolo Amenta, vice presidente dell'Associazione con delega alle Politiche sociali e di sviluppo - sostiene la protesta sottolineando che per superare la crisi bisogna lavorare su due fronti: da un lato è necessario predisporre un piano di salvataggio per le nostre aziende in crisi, dall'altro bisogna partire dai fondi comunitari per sostenere il comparto anche avviando il passaggio dal semplice settore agricolo a un sistema più complesso dell'agroalimentare.Inoltre, proprio per evitare la desertificazione del nostro panorama agricolo, è necessario ridimensionare gli accordi di libero scambio. Ciò non vuol dire che vogliamo limitare gli scambi commerciali con altri Paesi, ma significa piuttosto sottoscrivere questi accordi evitando la morte delle nostre imprese e del nostro territorio».

 

La manifestazione di oggi è stata preceduta da un allarme lanciato da Coldiretti sull'attacco ad un prodotto-simbolo della dieta mediterranea Made in Italy "minacciato, come l'olio di oliva, dalle agevolazioni accordate dall'Unione Europea per l'importazione di prodotti che fanno concorrenza sleale - sottolinea l'organizzazione agricola - a quelle nazionali". L'accordo commerciale tra Unione Europea ed il Marocco "ha provocato l'invasione di pomodori con una crisi senza precedenti della produzione nazionale, che si concentra in Puglia e Sicilia, dove si coltiva il pregiato pomodoro Pachino".  Secondo l'Ismea nel mercato di Vittoria in Sicilia i pomodori ciliegini sono stati quotati ad inizio marzo appena 0,58 euro al chilo mentre quelli tondi lisci addirittura 0,35 euro al chilo. La Coldiretti chiede che "la Commissione Europea attivi urgentemente le clausole di salvaguardia previste dall'accordo". E secondo la stessa Coldiretti sono stati peraltro superati i contingenti di importazione fissati dallo stesso accordo tra Unione Europea e Marocco.  L'Italia, conclude la Coldiretti, produce oltre un milione di tonnellate di pomodoro da mensa in pieno campo ed in serra, con la Sicilia leader di settore, ma la superficie coltivata si è ridotta del 13% negli ultimi 15 anni, da oltre 30.000 ettari del 2000 a circa 26.000 nel 2015.

 

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