home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Blitz antimafia nel Palermitano

Blitz antimafia nel Palermitano Azzerati due clan, 62 in manette

L'inchiesta dei carabinieri: arrestati anche i nuovi boss

Blitz antimafia nel Palermitano Azzerati due clan, 62 in manette

I Carabinieri di Palermo stanno eseguendo 62 misure cautelari emesse dal gip nei confronti di persone accusate di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, ricettazione, favoreggiamento e reati in materia di armi aggravati dal metodo mafioso. Sono in esecuzione anche sequestri di attività commerciali, imprese e beni immobili ritenuti frutto di illecito arricchimento. L'operazione azzera di fatto due clan palermitani. 

Il blitz nasce da due diverse indagini, coordinate dalla Dda di Palermo e sviluppate dal Ros e dal Gruppo Carabinieri di Monreale, sui mandamentì di Villagrazia-Santa Maria di Gesù e San Giuseppe Jato. Le attività investigative hanno permesso di ricostruire l'organigramma dei clan, i nuovi vertici e i rapporti con i boss dei mandamenti vicini. L'inchiesta, inoltre, svela numerosi episodi di estorsione, intimidazioni e danneggiamenti. 

 A reggere le fila di importanti mandamenti di Cosa Nostra, Santa Maria di Gesù e San Giuseppe Jato erano due anziani, Mario Marchese di 77 anni e Gregorio Agrigento di 81 anni, arrestati dai carabinieri. A loro si rivolgevano imprenditori e commercianti quando trovavano l'attak nei lucchetti o la tanica di benzina dietro la saracinesca.

Insieme a loro sono finiti in manette altri 62 tra boss e gregari dopo le lunghe indagini dei carabinieri del Ros e del Gruppo di Monreale. Il blitz è stato disposto dal procuratore Francesco Lo Voi e dagli aggiunti Leonardo Agueci e Vittorio Teresi. Mario Marchese era un fedelissimo di Stefano Bontate; poi durante la guerra di mafia tradì, come altri, e passò ai vincenti di Riina e Provenzano.

Il premio fu lo scettro del comando. Gregorio Agrigento, fratello di un boss ergastolano, è invece il rappresentante di una storica famiglia mafiosa della provincia (quella di San Cipirello) che da sempre è legata ai boss Brusca di San Giuseppe Jato.

Agrigento, secondo gli inquirenti, sarebbe diventato il capo mandamento. Marchese era tornato in libertà nel 2001. Al primo maxi processo era stato condannato in appello a 16 anni, ne aveva scontati 12 grazie a una serie di riduzioni di pena. 

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa