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Irrigavano le serre con acqua di fogna

Irrigavano le serre con acqua di fogna. Quattro denunciati

Irrigavano le serre con acqua di fogna. Quattro denunciati

Per irrigare le serre utilizzavano acqua di fogna. Una volta raccolti, carciofi, meloni e pomodori, commercializzati e "spacciati" come "prima scelta", finivano in diversi mercati ortofrutticoli italiani, e poi in negozi e rivendite di frutta e verdura. A tutto discapito della salute dei consumatori però. Dopo una serie di indagini, sabato scorso - come già anticipato dal nostro quotidiano nell'edizione di domenica, i carabinieri hanno effettuato un blitz nell'azienda produttrice di quei prodotti. A finire nei guai la titolare dell'attività C.U., di 56 anni, licatese, il responsabile dell'azienda e due braccianti agricoli, dipendenti della stessa. Tutti denunciati a vario titolo, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento, per l'ipotesi di reato di delitti colposi contro la salute pubblica, inquinamento ambientale, adulterazione di sostanze alimentari e commercio di sostanze alimentari nocive, nonché per il prelievo illegale di acque inquinate. Apposti i sigilli alle serre del terreno, per complessivi 30 mila metri quadrati.  Le indagini, coordinate dalla Procura di Agrigento, sono state avviate dopo che l'equipaggio di una pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Licata, ha notato dei "strani" movimenti nei pressi di alcuni campi coltivati, in contrada "Comunicamera". I militari dell’Arma, diretti dal capitano Marco Currao, unitamente ai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni di Palermo e del Nucleo operativo ed ecologico, e avvalendosi della collaborazione dei tecnici dell'Arpa di Agrigento, hanno predisposto un'ispezione nell'azienda in questione.  Nel corso del controllo gli uomini in divisa hanno accertato, che l'azienda agricola si sarebbe resa responsabile di avere ostruito e deviato la condotta fognaria, e in alcuni casi creando dei bacini artificiali. Bacini che sono serviti per l’irrigazione di fondi agricoli, coltivati a meloni, carciofi e pomodori. I denunciati avevano installato diverse condutture collegate a dei motori con relative pompe e aspiratori. In questo modo prelevavano l'acqua dalla condotta dove vengono scaricati i reflui, facendola arrivare direttamente nelle aree coltivate. Proprio durante l’attività ispettiva, i militari hanno trovato le motopompe ancora in funzione, i terreni  zuppi d'acqua e degli uomini intenti nei lavori agricoli. Oltre al campo coltivato, sequestrati tutti i materiali, tubi e motori. E questa degli ortaggi irrorati con acqua di fogna, è certo una spia di ciò che avviene in alcune zone del licatese. Una storia che si ripete da anni negli stessi termini e paradossalmente, dopo che le autorità di polizia e sanitarie sono intervenute a debellare il fenomeno.  Invece in un momento  dove si parla tanto di emergenza tra i produttori agricoli, c'è chi continua e si rende responsabile di un vero attentato alla salute pubblica.

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