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In 1800 salvati nel Canale di SiciliaUnhcr, no allarme per rotta libica

In 1800 salvati nel Canale di Sicilia Unhcr, no allarme per rotta libica

I nuovi sbarchi a Pozzallo e ad Augusta.Tra i profughi recuperati anche un cadavere. Il timore di ulteriori arrivi con partenza dalla Libia specie dopo la "chiusura"della Grecia

In 1800 salvati nel Canale di Sicilia Unhcr, no allarme per rotta libica

Roma -  Con le buoni condizioni meteo hanno ripreso vigore, in queste ultime ore, i flussi di migranti che hanno preso il mare dalle coste libiche per dirigersi alla volta dell'Italia confidando di essere messi in salvo dal dispositivo di soccorso che pattuglia il Mediterraneo centrale. Sono state, infatti, oltre 1800 le persone recuperate nel Canale di Sicilia tra non poche difficoltà anche se il mare era buono. In particolare, la nave Sfinge della Marina militare, con a bordo 476 migranti, arriverà domani mattina al porto di Augusta.

 

La nave Peluso della Capitaneria di porto è già riuscita, invece, a raggiungere Pozzallo con a bordo 358 migranti, tra i quali, purtroppo, anche un giovane subasahariano deceduto presumibilmente per gli stenti patiti. Inoltre Nave Diciotti della Capitaneria di porto ha soccorso un barcone con 246 persone e un gommone con circa altri 100 migranti che si spera possa riuscire a raggiungere Lampedusa. La fregata Numancia di Eunavfor Med sta ancora soccorrendo un peschereccio con circa 600 migranti a bordo, e anche Nave Opv Mai è ancora impegnata a dare aiuto a un gommone con circa 100 migranti. 

 

Questa nuova ondata di arrivi, però, non è in nessun modo da mettersi in collegamento con la chiusura della Grecia che da domani, per effetto dell'accordo Ue-Turchia, inizierà a mandare in territorio turco i profughi arrivati irregolarmente chiudendo di fatto la rotta balcanica per le migliaia di disperati in fuga dalla Siria. Quantitativamente, inoltre, il flusso dall'inizio dell'anno sarebbe in linea con gli arrivi registrati nello stesso periodo del 2015. È quello che sostengono fonti dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati e che hanno sottomano la situazione dei soccorsi in Sicilia.

 

"I dati dei migranti arrivati sulle coste italiane dall'inizio del 2016, circa 11mila, sono più o meno gli stessi registrati nello stesso periodo dello scorso anno, con un lieve aumento dovuto alle buone condizioni meteo di gennaio: non è in atto alcuna tendenza migratoria in aumento, e i picchi di arrivi di due-tre mila persone in pochi giorni li abbiamo già visti in passato, non possono destare allarme", osservano le fonti dell'Unhcr. Interrogate su una possibile intensificazione degli sbarchi per la chiusura della rotta balcanica, i funzionari dell'Alto commissariato per i profughi rilevano che "è del tutto diversa la composizione dei profughi che premono sulla Grecia, composta al 48% da siriani, rispetto a chi arriva in Italia tra i quali i siriani sono pochissimi e non sono nemmeno compresi tra le prime dieci nazionalità di provenienza".

 

I flussi della rotta balcanica e di quella libica "non sono mai stati sovrapponibili", ed è da escludere un contraccolpo immediato sull'Italia in termini di pressione migratoria. Con riferimento all'allarme rimbalzato sui media in relazione a diverse centinaia di migliaia di persone in procinto di partire dalla Libia nei prossimi mesi, gli esperti dell'Unhcr dicono di non avere "nessun genere di stime" e che "«l' allarme appare ingiustificato, anche perchè non è in questi giorni che ci sarà un aumento delle partenze dalla Libia». «È difficile fare previsioni su quali saranno le rotte sulle quali si incanaleranno i flussi dei profughi: quel che è certo - aggiungono - è che con la "chiusura" della Grecia ci sarà del caos, ma le persone in fuga troveranno altre rotte, non necessariamente quella libica». Potrebbero, infatti, esserci partenze dall'Egitto, come è già avvenuto, e si potrebbe aprire una terza via, una rotta "orientale" che potrebbe interessare le coste ioniche dell'Italia. 

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