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Riprende la protesta

Riprende la protesta dei netturbini licenziati

Sit in perenne davanti al Comune

Le sedie sono tornate lì, dove erano state per mesi prima di una sospensione

Riprende la protesta dei netturbini licenziati

 Dietro, le immancabili catene e striscioni, che rispetto a questa estate hanno cambiato il contenuto ma non lo spirito: “chi toglie il lavoro a un uomo lo priva della propria dignità” e “il fallimento delle istituzioni tutte: una vergogna agrigentina”. I netturbini “cassati” dall'attuale bando di gestione del servizio di igiene pubblica sono tornati in piazza Pirandello davanti al Comune di Agrigento per tornare nuovamente a chiedere la propria riassunzione. Un obiettivo, quello del ritorno al lavoro, che sembrava per l'ennesima volta prossimo e che invece adesso appare lontanissimo. Come raccontato nei giorni scorsi, al momento non c'è più un accordo tra Municipio e ditte private, a causa della “forma” scelta per la redazione del progetto di miglioramento del servizio che avrebbe invece consentito di riassorbire i lavoratori licenziati senza nessun aggravio di spesa, utilizzando le somme del cosiddetto “potenziamento estivo”. “Casus belli” è in particolar modo una clausola di sottomissione che Palazzo San Domenico rifiuta e che invece la Rti (capofila Iseda) ha piazzato nella proposta che adesso gli uffici hanno formalmente rifiutato. Così ai lavoratori, alcuni dei quali in causa con i propri datori di lavoro per ottenere il reintegro, hanno deciso di riprendere la propria protesta plateale, tornando a presidiare il Comune di Agrigento. “Questa volta – spiegano – non ci fermeremo, siamo arrivati all'esasperazione e, per l'ennesima volta, ci sentiamo presi in giro. Non sospenderemo la protesta finché non otterremo il reintegro e quanto riteniamo ci spetti”.

E mentre il Movimento 5 Stelle pare stia preparando un esposto da consegnare alla Procura della Repubblica di Agrigento che “cristallizzi” quanto avvenuto da un anno a questa parte rispetto alla gestione dei rifiuti, i sindacati Cgil, Cisl e Uil tornano a chiedere un intervento al prefetto Nicola Diomede perché convochi un incontro sulla vicenda dei 12 lavoratori dato questo nuovo “contenzioso” tra Comune e ditte. “Il rischio che intravediamo – spiegano - è che, del tutto legittimamente, questo clima possa continuare all’infinito e che quei lavoratori, che sono fermi da troppi mesi, possano continuare a rimanere disoccupati”.

 

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