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Alberi a rischio, il Comune di Agrigento

Alberi a rischio crollo, il Comune di Agrigento cerca, nuovamente, un agronomo

Sul “tavolo” ci sono ventiseimila euro per controllare lo stato di salute di 1.067 alberi

Alberi a rischio crollo, il Comune di Agrigento cerca, nuovamente, un agronomo

Alberi a rischio crollo, il Comune di Agrigento cerca, nuovamente, un agronomo per verificare lo stato di salute del proprio patrimonio verde.

Sul “tavolo” ci sono ventiseimila euro che serviranno per ripartire da dove tutto era rimasto: ovvero dai circa 1000 (1067, per la precisione) esemplari che non furono oggetti della precedente perizia agronomica ma che, dice il Municipio,  “per la loro particolare conformazione” costituiscono “probabile pericolo per la pubblica incolumità” e vanno quindi verificati per essere, eventualmente, destinati all'abbattimento.  

Gli esemplari rimasero fuori dalle verifiche per un semplice fattore economico: le somme a disposizione erano inferiori a quelle che in realtà servivano per periziare tutti gli alberi. Così, ancora oggi, grandi quartieri come Fontanelle o strutture verdi come il Parco dell'Addolorata, sono circondati da piante delle cui condizioni di staticità non conosciamo nulla. Le buone notizie, comunque, potrebbero essere abbastanza poche, se consideriamo che la precedente relazione tracciava un quadro assolutamente allarmante, che prescriveva di “intervenire con tempestività attraverso interventi agronomici mirati a ripristinare la stabilità degli esemplari che denotano evidenti squilibri. Altrettanta tempestività – aggiungeva il relatore, l'agronomo Ernesto Peretti - va applicata per gli esemplari da abbattere in quanto pericolosi per la pubblica incolumità”. Così il Municipio, in un contesto di rigida ristrettezza economica, ha provveduto ad interventi “campione”, privilegiando, in attesa di tempi migliori, le piante presenti in aree delicate come i cortili delle scuole o le zone molto trafficate. A farsi carico degli interventi solo delle ditte private, perché, si legge nella determinazione che oggi stanzia le somme per la nuova perizia, “il servizio di gestione del verde pubblico è effettuato con personale dipendente dell'amministrazione comunale, che può garantire la sola manutenzione ordinaria delle ville comunali e dei parchi, limitandosi ad operare con semplici potature delle essenze di piante ornamentali di basso fusto”.  

Insomma siamo in una fase in cui a “comandare”, stando a quanto spiegato più volte dal Municipio, è la sicurezza pubblica (sovraordinata anche alle necessità paesaggistiche individuate dalla Soprintendenza ai beni culturali), per quanto l'Amministrazione “immagini” per il futuro una nuova progettazione del verde cittadino che però non potrà che ripartire dalle “macerie”.

 

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