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Catania, la Finanza all'Istituto Bellini

Catania, la Finanza all'Istituto Bellini Procura indaga sui premi di produzione

Portati via documenti e atti relativi alla gestione del Musicale

Catania, la Finanza all'Istituto Bellini Procura indaga sui premi di produzione

Gli uomini della Guardia di finanza sono entrati in azione nel più assoluto riserbo e senza dare, ovvio, troppe spiegazioni. Si sono presentati negli uffici dell’Istituto musicale Vincenzo Bellini e hanno chiesto di consegnare loro i documenti per i quali si erano mossi. Ottenuto quel che era stato richiesto i finanzieri hanno portato via il materiale raccolto e lasciato alle spalle un comprensibile alone di sorpresa e insieme di stupore e mistero.

Ma cosa cercavano gli uomini delle Fiamme gialle e perché in quell’Istituto? Una domanda alla quale in questa fase non è agevole, si capisce, dare risposte certe. C’è però un punto fermo: i militari hanno agito su mandato della Procura, che ha aperto un fascicolo sull’Istituto e che starebbe indagando su una serie di presunte anomalie nell’ambito dei premi di produzione erogati nel tempo. Una vicenda sulla quale e non è la classica frase di circostanza, dagli uffici del primo piano di Palazzo di giustizia vige il più assoluto riserbo. Una cosa è però incontestabile: l’indagine c’è, è nella sua fase più calda e delicata e sta raccogliendo tutti quegli elementi che ovviamente porteranno a delle decisioni.

L’ultimo presidente dell’Istituto, avvocato e professore Guido Ziccone (ex sindaco della città) si è dimesso recentemente. Una decisione che avrebbe una sua motivazione ufficiale e che quindi potrebbe non essere legata alla vicenda. Un’inchiesta delicata però sulla quale in città si chiacchiera da qualche giorno, o forse per meglio dire anche da un paio di settimane e che avrebbe in qualche modo coinvolto anche un parente di un consigliere comunale, che avrebbe avuto un ruolo apicale all’interno dell’istituto e che sarebbe finito sotto la lente d’ingradimento degli inquirenti.

Ma ci sarebbe dell’altro. Per esempio l’ammontare delle somme erogate e percepite, tanto che in qualche caso, sussurrano i bene informati, ci sarebbe chi avrebbe deciso di restituirle nell’attesa di un eventuale chiarimento, se necessario e se richiesto. E a proposito del consigliere comunale, che non avrebbe ribadiamo alcun ruolo nella vicenda, il suo nome figurerebbe tra quelli contenuti nalla relazione della Commissione regionale antimafia sulle presunte “infiltrazioni” all’interno del Consiglio stesso.

Su questo tema la Procura del resto già da qualche tempo ha aperto un paio di fascicoli allo scopo di verificare i dubbi sollevati proprio dalla Commissione. Un tema questo che ha coinvolto anche la Prefettura, che ha avviato le procedure per verificare se esistono i presupposti per nominare una “Commissione d’accesso”.

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