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Tanti siti d'attenzione

Tanti siti d'attenzione accanto alle aree a rischio frana

Un territorio particolarmente pericoloso

Il problema legato al sottosuolo in tufo arenario

Tanti siti d'attenzione accanto alle aree a rischio frana

Rischio idrogeologico, alle aree già franate o a rischio crollo si aggiungono numerosi “siti di attenzione” che interessano diverse zone della nostra città.

Dalle parti del centro storico dove si ritiene possano essere presenti ipogei, alle condizioni preoccupanti di cave di tufo e fronti calcarenitici, Agrigento deve fare i conti con aree che, per definizione tecnica, presentano una pericolosità non ancora determinata “soprattutto per carenza di informazioni sui fenomeni in atto e/o sulla loro dimensione spaziale” ma che costituiscono comunque “aree di potenziale criticità per l’edificato esistente e per ogni nuovo insediamento urbano”. “Aree – si legge nella relazione stilata dalla Regione Siciliana in fase di aggiornamento del Piano per l'assetto idrogeologico - in cui è necessario avviare politiche di gestione del rischio da parte degli organi competenti ed in particolare inserirle nel Piano di Protezione Civile Comunale”.

Al momento i “siti di attenzione” proposti nell’area del centro abitato di Agrigento sono riferibili soprattutto a due tipologie specifiche di cui la più estesa e con maggior numero di siti è quella per probabile presenza di cavità sotterranee. A questa si aggiunge una seconda tipologia, connessa “alle criticità di natura complessa dell’area compresa tra le vie Giovanni XXIII e XXV Aprile e di altre zone della Rupe Atenea, in merito alla stabilità delle pareti calcarenitiche artificiali determinate all’estrazione di conci di tufo calcareo in epoche storiche. Tali pareti sub verticali – continuano dalla Regione - sono in stato di degrado per assenza di un rivestimento e per il continuo stillicidio di acque sotterranee circolanti sia naturali che a seguito di perdite dalle reti dei servizi pubblici o da reti private”.  L'area a monte del Viale della Vittoria è tuttavia enormemente vasta, e costituisce un unico fronte che comprende a monte “una linea di discontinuità che genera un abbassamento del settore ovest del piazzale antistante l’ex-ospedale San Giovanni di Dio e prosegue lungo la via Giovanni XXIII” e che prosegue fino al viale della Vittoria e via Picone, zona in cui, scrive la Regione , i sopralluoghi hanno evidenziato una diffusa dispersione idrica non controllata”. Su 15 “siti di attenzione”, 12 comunque riguardano la “probabile presenza di cavità”. Ad essere interessato è ovviamente soprattutto il centro, da Rupe Atenea fino al Giardino Botanico passando per villa Cavetta e le cave Lumia e Santini. Ignota estensione e diramazione delle cavità, anche se, si legge, nel 2016 potrebbero essere avviati nuovi studi, attesi tra l'altro da anni.

 

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