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Siracusa, clonavano carte di credito

Siracusa, clonavano carte di credito Sette arresti e perquisizioni in tutta Italia

Coinvolto anche un centro informatico di Catania VD 1 - VD2

Tra gli indagati anche l'estorsore della bara di Mike Bongiorno

Siracusa, clonavano carte di credito Sette arresti e perquisizioni in tutta Italia

La Guardia di Finanza di Siracusa ha un’ordinanza con 11 provvedimenti cautelari – firmate dal gip del Tribunale di Siracusa Giuseppe Tripi - nei confronti di altrettante persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata all’indebito utilizzo di carte di credito clonate e uso indebito delle carte di credito. Sono state eseguite perquisizioni in 16 province. L’inchiesta delle Fiamme gialle è stata coordinata dal procuratore della Repubblica di Siracusa, Francesco Paolo Giordano e dal sostituto procuratore Davide Lucignani. L'operazione è stata denominata Walking Card.

L’indagine riguarda una complessa vicenda di riciclaggio di assegni e di truffe a società finanziarie ed istituti di credito della provincia aretusea. L’attività investigativa ha permesso di individuare una presunta associazione a delinquere composta da 11 soggetti operanti su tutto il territorio nazionale (Siracusa, Catania, Roma, Ravenna, Reggio Emilia, Milano, Monza - Brianza e Varese).

Il presunto promotore e l’organizzatore dell’associazione è risultato Luciano Di Nicola di 57 anni, già sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora che fissa per necessità la base operativa a Siracusa: aveva il compito di contattare soggetti, di riunirli e di organizzare movimenti e compiti. Gli investigatori delle fiamme gialle sono riusciti a ricostruire i compiti che ciascun componente dell’organizzazione avrebbe svolto: il centro per la gestione informatica con sede in Catania, era assicurata da Antonino Agatino Messina di 42 anni, finito in carcere. Aveva il compito di decriptare i codici acquisiti illecitamente delle carte degli ignari possessori, attraverso un’apparecchiatura posizionata sui P.O.S. di commercianti compiacenti;  poi c’era un gruppo di soggetti con il ruolo di procacciare nel nord Italia titolari di esercizi commerciali presso cui utilizzare le carte clonate: Giovanni Taccia di 55 anni, siracusano (finito in carcere), Rocco Lombardo di 69 anni, calabrese domiciliato a Lentate sul Seveso (finito ai domiciliari), Luigi Spera di 59 anni, pugliese residente a Milano (già coinvolto nel procedimento relativo alla tentata estorsione ai danni dei familiari di Mike Bongiorno dopo il trafugamento della salma), sottoposto all’obbligo di presentazione, Flavio Laudani di 31 anni, catanese, sottoposto all’obbligo di presentazione, Enzo Cesarini di 44 anni, italo tedesco residente a Reggio Emilia, sottoposto agli arresti domiciliari e un gruppo di tecnici con incarichi definiti: Vincenzo Saccone, di 51 anni (finito in carcere), Cristian Saccone di 24 anni (ai domiciliari) padre e figlio catanesi, che erano addetti all’inserimento dei codici sulle carte ed anche all’effettuazione delle “strisciate” dopo aver contattato gli esercenti compiacenti; Antonino Scardino  di 36 anni, palermitano e titolare di un residence a Gerenzano (VA), responsabile della logistica, sottoposto all’obbligo di presentazione alla p.g.

 

 

Coinvolti anche una serie di soggetti titolari di esercizi compiacenti tra cui Daniele Bizzozero di 66 anni, milanese imprenditore titolare di una importante concessionaria di auto motonautica nonché patron del “Lecco Calcio 1992” (solo in due differenti strisciate ha fatto girare la somma di 140.000 euro), sottoposto agli arresti domiciliari.

Le modalità operative utilizzate dall’organizzazione consistevano nell’acquisizione illecita dei codici attraverso apparecchiature installate sui POS di commercianti compiacenti, nonché nell’inserimento dei numeri di codice, su una nuova carta al fine di nuovo utilizzo apparentemente lecito, nella ricerca di esercizi commerciali compiacenti, per strisciare le carte nel relativo POS ed ottenere la disponibilità di ingenti somme sui conti correnti legati al POS.

Alla fine, veniva monetizzata la “strisciata”, tramite il titolare del negozio che si recava in banca a prelevare, dividendo il ricavato secondo percentuali stabilite (circa il 50 %).Gli arresti e le perquisizioni sono stati eseguiti dai Reparti della Guardia di Finanza della Sicilia (Siracusa e Catania), della Lombardia (Milano, Bergamo, Brescia, Como, Monza - Brianza e Varese,), del Piemonte (Torino) dell’Emilia Romagna (Bologna, Parma, Ravenna e Reggio Emilia), del Lazio (Roma), della Basilicata (Matera) e della Puglia (Lecce).

 

 

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