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Lettera aperta ai ragazzi che non ridono

Lettera aperta ai ragazzi che non ridono

Cari ragazzi, noi adulti vorremmo avere sempre tutte le soluzioni, anche per voi che siete i nostri figli e un bene grande. Purtroppo non è così, perché le sfumature di un animo umano sono intrecciate e avviluppate in un coacervo di fili difficili da sbrogliare. Ma quando uno di voi decide di smettere di vivere ci crolla addosso il cielo perché da adulti non siamo stati in grado di darvi la speranza.

Forse non siamo stati in grado di capirvi, di ascoltarvi senza interrompervi con le paternali o liquidarvi in pochi secondi. Oppure abbiamo taciuto, sperando che il tempo aggiustasse tutto. A volte vi arrabbiate e pretendete cose che non possiamo o non sappiamo fare. E per questo diventiamo anche noi più insofferenti: perché vi vorremmo con le ali sulle spalle e un sorriso stampato in volto. Sbagliamo e sbagliamo ancora, perché ci aspettiamo delle cose. Magari abbiamo delle pretese. Ma nulla - credete - può mai avere lo stesso peso del dire basta alla vita. Non vi sono motivi che possono legittimare un gesto estremo.

Neppure una discussione accesa, una delusione, mille incomprensioni. E non è mai l’ultimo episodio a decidere nulla. E’ più spesso una sommatoria di difficoltà dentro le quali siete restati impigliati, senza chiedere aiuto. Perché vi pare di deludere, di essere sbagliati, di non meritare i sentimenti che noi adulti abbiamo e che non riusciamo ad esprimere. Perché nessuno ce lo ha insegnato e su questo versante siamo spesso goffi. Avremmo bisogno di un afflato, di un momento liberatorio nel quale, alla pari, abbracciarci e magari piangere insieme scambiandoci lacrime e sentimenti e facendo passare la certezza che nulla è senza rimedio e che il futuro è speranza per definizione.

La vita ci pone di fronte a degli ostacoli, anche complessi e a degli specchi dentro i quali dobbiamo rifletterci per capire che da soli, nella disperazione, non si va da nessuna parte. Le sofferenze come le delusioni hanno un loro senso, che non sempre - a partire da noi adulti - capiremo subito. Ma parlando, esprimendo, le cose possono diventare via via più chiare. Sino a trovare un buon motivo per gettare il cuore davanti a voi e mai, mai, sotto un ponte. Lascereste animi lacerati e segnati per sempre. Abbandonereste persone che vi hanno voluto bene a modo loro senza un briciolo di consolazione. Perché, anche se i vostri cari non ve lo sanno dire, siete voi il loro buon motivo nella vita.

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