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«Così Gemelli voleva imboscare il petrolio

«Così Gemelli voleva imboscare il petrolio ad Augusta in attesa del rialzo dei prezzi»

La ministra Guidi a Potenza dai pm per esser interrogata

«Così Gemelli voleva imboscare il petrolio ad Augusta in attesa del rialzo dei prezzi»

SIRACUSA -  Di solito c’è sempre un siciliano di mezzo nei grandi scandali. Solo che stavolta nessuno immaginava che uno dei punti caldi fosse il porto di Augusta e che molte cose corressero sul filo di un amore tra un imprenditore siracusano e una bionda ministro dello Sviluppo economico. Che però ci fosse in nuce una incompatibilità tra Federica Guidi, figlia di un noto imprenditore e capitano d’industria essa stessa, e il suo ruolo ministeriale doveva essere abbastanza evidente. Ora lei si sente tradita, come ha detto al telefono in lacrime al suo ex compagno, e non è più ministro, mentre lui da parte sua ha perduto l’aggancio affettivo e quasi certamente gli appalti che aveva confezionato a proprio vantaggio.

 


Gianluca Gemelli, secondo quanto ha scritto «Il Fatto quotidiano», aveva in mente un piano grandioso: e cioè fare arrivare il petrolio della Basilicata ad Augusta, dove come è noto ci sono gli enormi contenitori delle raffinerie (che ormai lavorano a ritmo lento) e per conservare l’oro nero in attesa del rialzo dei prezzi internazionali che prima o poi avverrà. Uno stoccaggio di milioni e milioni di litri di petrolio con il miraggio di un guadagno miliardario in un futuro non troppo lontano.

 

 

Sempre secondo il quotidiano, il capo di Stato Maggiore della Marina militare, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, è l’uomo che gli può dare una mano. In fondo anche De Giorgi ha un sogno: portare a compimento l’ammodernamento della flotta. E il progetto passa proprio dagli uffici del Mise, dove Gemelli ha la sua risorsa più preziosa, Federica Guidi che potrebbe accelerare molti passaggi. Gemelli inizia il pressing su De Giorgi perché gli serve un molo, o almeno un pontile, e altre autorizzazioni per fare attraccare le petroliere. Ma queste autorizzazioni non competono alla Marina militare, e allora Gemelli si interessa ad un’area vicina al porto abbandonata e salmastra che costerebbe pure pochissimo.

 

 

Poi c’è stato lo stop provocato dalle polemiche e dalle indagini della magistratura, sia della Procura di Potenza che della Procura di Siracusa, guidata dal procuratore Francesco Polo Giordano. Scrive ancora «Il Fatto» che Gemelli ha tra i suoi amici più fidati «Antonello Montante, presidente di Confindustria siciliana, indagato per concorso in associazione mafiosa. E Montante ha buoni rapporti con l’Eni con cui la società Its di Gemelli ha un contratto per gestire una sorta di agenzia interinale nel giacimento in Nigeria. Montante e Gemelli hanno una conoscenza comune in Eni: si chiama Claudio Granata ed è il capo del personale Eni, tra l’altro interessato alle trattative sindacali sulle raffinerie e i relativi tagli, che lo stesso Mise, da quando la Guidi dirige il ministero, si troverà a gestire. Gemelli è vicino agli uomini del petrolio anche attraverso Nicola Colicchi, tra gli indagati a Potenza, l’uomo che ha tenuto a battesimo il figlio di Vincenzo Armanna, accusato dalla Procura di Milano di avere gestito la maxitangente di 200 milioni legata al grande giacimento nigeriano».

 


In sostanza Gianluca Gemelli, padre del figlio della ex ministra, per ottenere appalti non si faceva troppi scrupoli e pare non dicesse nulla alla sua potente compagna che attualmente si trova nella Procura di Potenza per essere interrogata - come persona informata dei fatti in quanto non è indagata - sulla sua liaison con l’intraprendente imprenditore siciliano che ha fatto traballare il governo Renzi.

 

 

Oggi sono tra l'altro uscite alcune intercettazioni che rivelano il rapporto tra i due.  “Non fai altro che chiedermi favori, con me ti comporti come un sultano... mi sono rotta... a 46 anni... tu siccome stai con me e hai un figlio con me, mi tratti come una sguattera del Guatemala” dice in uan di queste la ministra al compagno.  In un’altra conversazione con il compagno, è proprio l’ex ministra a parlare del suo ex vice Claudio De Vincenti e del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: “Sai chi lo ha messo lì, Padoan, Innocenti, l’hai capito chi gliel’ho messo Padoan? Sempre quel quartierino lì”. Parlando con Gemelli, la Guidi - secondo le conclusioni degli investigatori - sottolineava che “De Vincenti era la sua rovina”. Subito dopo, però, la Guidi aggiungeva: “Però siccome è diciamo amico di quel tuo clan lì,... prova a prenderci le misure anche tu, Gianluca”, concludeva.

 

 

Gemelli e la Guidi litigarono per una vicenda riguardante “Aeroporti Toscani”. Alla richiesta di aiutarlo, l’ex ministra si sfoga: “Questa cosa mi mette in difficoltà”. Il compagno le rinfaccia di essersi messa “a completa disposizione del presidente di 'Aeroporti toscani'. Per lui ti sei esposta, per me no”.

 

L'ex Ministra intanto nel primo pomeriggio ha lasciato il palazzo di giustizia di Potenza senza incontrare i giornalisti e senza fare dichiarazioni. Guidi, appena finito il faccia a faccia con i pubblici ministeri che indagano sul petrolio in Basilicata, è risalita sull'auto con la quale era giunta a Potenza ed è ripartita. La vettura è uscita dal palazzo di giustizia circondata da fotografi e operatori televisivi.

                                              

 

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