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Petrolio, il commissario del porto di Augusta

Inchiesta petrolio, il commissario del porto di Augusta: «Mai fatto favori a Gemelli e Lo Bello»

Cozzo: «Sono stato tirato dentro un tritacarne»

Inchiesta petrolio, il commissario del porto di Augusta: «Mai fatto favori a Gemelli e Lo Bello»

CATANIA - Dopo giorni di silenzio assoluto il commissario del porto di Augusta, Alberto Cozzo, catanese, 41 anni, decide di fare chiarezza e dare la sua versione. Non è indagato da nessuna Procura, ma è molto scosso, «emozionato e amareggiato», e si fa supportare nelle dichiarazioni dal suo avvocato Dario Pastore che ci riceve nello studio di via Luigi Sturzo, zona di piazza Spirito Santo.
Secondo alcune fonti, lei sarebbe stato nominato commissario del porto di Augusta attraverso una serie di raccomandazioni che partirebbero da Ivan Lo Bello e da Gianluca Gemelli, ex compagno del ministro Guidi, fino ad arrivare al ministro Delrio. Questo perché, dicono, avrebbero voluto che il porto fosse gestito secondo gli interessi di Gemelli.

 


«Come commissario del porto sono tenuto a interloquire con le autorità che propongono al ministro una terna dei nomi, perché all’epoca dei fatti ero in predicato non di diventare commissario straordinario, ma presidente: quindi Melilli, Priolo e Augusta da un lato, Camera di commercio e Provincia regionale propongono al ministro dei nomi per la presidenza. Poi non fui nominato presidente, ma commissario. Quindi nel novembre 2014 vengo nominato per la prima volta dal ministro Lupi, confermato nel maggio 2015 dal ministro Delrio e riconfermato dallo stesso Delrio nel novembre 2015. Lo stesso ministro che dal vostro giornale intervistato in data 21 giugno 2015 dice dopo essersi recato al porto di Augusta: “Ho apprezzato l’operato dell’avvocato Cozzo che sta molto ben facendo”. Questo anche perché al porto ho fatto una inversione di marcia: il 90% delle opere sono di evidenza pubblica, il residuo 10% di importo minore vanno a trattativa privata».

 


- È stato scritto però che il ministro Delrio, dopo la visita ad Augusta, avrebbe detto che “non mi sembra che Cozzo sia un fulmine di guerra” e che quindi l’avrebbe fatto affiancare dall’Anticorruzione.
«Guardate che sono stato io e non il ministro che il 27 ottobre 2015 ho chiesto all’Anac di stipulare un protocollo di legalità. Sono io che dispongo di pubblicare sul sito dell’autorità portuale tutte le gare d’appalto, anche quelle del consulente del lavoro o del medico competente che si potevano fare in affidamento diretto. Ho ampliato la pianta organica prevedendo 25 nuovi posti di lavoro e dicendo no a tutti i politici locali che avevano raccomandati da sistemare».

 


- Ma allora li ha assunti o no questi 25?
«No, nemmeno uno, perché a maggio c’è unificazione delle autorità portuali. Quindi sarebbe stato inopportuno in questo momento».

 


- Ci parli dei rapporti con Gianluca Gemelli, il compagno dell’ex ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi.
«Gemelli era un autorevole membro della Camera di commercio di Siracusa, ovverossia di una delle autorità che sottopone al ministro la terna di nomi per la presidenza dell’autorità portuale. Quindi io interloquisco con Gemelli così come con tutti gli altri. Con me non c’è stato un solo appalto, una sola autorizzazione o una sola concessione rilasciata al Gemelli, a società a lui riconducibili, o a persone a lui vicine. Quindi se la mia nomina è stata caldeggiata e la riconferma pure è perché tutti erano ben contenti della mia gestione. Non c’è stata nessuna contropartita verso nessuno. Mi sembra superfluo aggiungere che non ho messo in tasca un solo euro e che, oltre ad essere laureato in Giurisprudenza, sono anche sono anche laureato in Scienza della navigazione. Quindi ho tutti i titoli e tutto il diritto di gestire l’autorità portuale di Augusta. Tutto il resto è fango».

 


- È stato scritto che Ivan Lo Bello, vicepresidente nazionale di Confindustria, si sarebbe interessato presso il ministro Delrio per la sua riconferma. Perché?
«Perché Lo Bello, così come altri esponenti, sindaci eccetera, avevano apprezzato il mio operato. Quindi che la mia riconferma sia stata caldeggiata presso il ministro mi sembra normale perché il ministro riceve informazioni dal territorio, ma non perché ci siano interessi nascosti. Io ho perseguito un solo interesse, ed è stato l’interesse pubblico. Non c’è un solo atto contra legem, non solo da un punto di vista formale, ma anche sostanziale. Mi sono trovato tirato dentro una baraonda senza sapere perché».

 


- Claudio Fava dice che lei è venuto a conoscenza di una sua interrogazione parlamentare sul porto di Augusta prima che questa fosse resa pubblica.
«Oggetto dell’interrogazione è un appalto di 700mila euro bandito prima del mio insediamento. Quindi io vengo tirato in ballo senza entrarci per niente. E dell’interrogazione di Fava ho saputo perché una corrispondente del vostro giornale da Augusta mi telefonò dicendo: lo sa di un interrogazione sul porto di Augusta? ».

 


- Ma del progetto di Gemelli di imboscare il petrolio della Basilicata ad Augusta in attesa del rialzo del prezzo, lei è venuto a conoscenza?
«Non risulta agli atti dell’autorità portuale di Augusta nessuna istanza del Gemelli o di altri. Come posso sapere che progetti passano nella testa di un uomo?».

 


- Secondo lei perché il porto di Augusta è entrato nell’occhio del ciclone? Chi vuole colpire chi?
«Escludo che questo derivi dal fatto che a maggio si definiscono i sistemi di autorità portuale perché il livello è nettamente diverso. Certamente influirà sugli assetti del sistema portuale della Sicilia orientale, qualcuno cercherà di avvantaggiarsene, e qualche altro come me potrebbe essere danneggiato da questo. Quanto ci sia dietro questa storia dei petroli dovrebbe dircelo lei da giornalista».

 


- Possiamo solo intuire che colpendo prima la Boschi, poi la Guidi, ora Delrio, il bersaglio finale sia Renzi e il governo.
«Ma io in tutto questo non c’entro per niente, stavo facendo un buon lavoro, importante per la Sicilia, far diventare Augusta un vero hub e finisco nel tritacarne mediatico. Prima della mia gestione erano stati fatti lavori per poco più di sei milioni, con me sono stati 21 milioni. Se questo significa non essere un fulmine di guerra, pazienza».

 


- Ivan Lo Bello le ha mai chiesto un favore?
«Assolutamente no».

 


- Gemelli ha mai chiesto l’uso di un pontile per l’attracco di petroliere?
«Ripeto che non c’è stata alcuna istanza e per questo c’è anche un inter complesso. Nell’aprile 2015 ho scritto una lettera alla Marina militare per segnalare che un pontile non può essere utilizzato se non per esigenze militari».

 

 

- Considerazione finale?
«Io posso avere sbagliato al massimo per il tono amichevole di certe telefonate registrate. Ma questa storia getta fango su un professionista che si è speso per l’interesse pubblico, che non ha fatto un solo favore a nessuno e che ora vede intralciata una onorata carriera per motivi che non dipendono assolutamente da lui»

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