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«Pronti a destagionalizzare ma bisogna attrarre turisti»

«Pronti a destagionalizzare ma bisogna attrarre turisti»

Al momento è aperto un solo lido, alla Plaia. Nodo sicurezza alla scogliera. Le strutture possono aprire tutto l’anno per legge, ma per Ragusa (Sib) «si dovranno superare diversi ostacoli, anche burocratici»

«Pronti a destagionalizzare ma bisogna attrarre turisti»

La destagionalizzazione delle “concessioni delle licenze o delle autorizzazioni amministrative per le attività connesse e complementari all’attività balneare” (ad esempio i lidi), che dunque non avranno più durata limitata alla stagione estiva ma saranno valide per l’intero anno solare, adesso è legge. Ora, dunque, tutti ci aspetteremmo che il passo successivo fosse l’apertura imminente degli stabilimenti balneari, visto che molti operatori del settore da anni invocavano la possibilità di destagionalizzare.

«Per il momento - dice Ignazio Ragusa, presidente regionale del Sib, il sindacato italiano balneari più rappresentativo della provincia etnea - è aperto soltanto uno dei tanti stabilimenti balneari che insistono sui 65 chilometri di costa catanese, ed è il lido Le Palme. Fatta eccezione per la balneazione, che sarà vietata fino al 30 aprile prossimo (la stagione balneare partirà, con decreto regionale, il 1° maggio e si chiuderà il 31 ottobre, ndr.), lo stabilimento della Plaia offre la ristorazione e servizi come giochi, animazione, intrattenimento, sport, gare di pesca, esibizioni di aquiloni acrobatici, tiro con l’arco, wind surf, beach volley, tamburello e tanto altro ancora.

A giorni dovrebbe aprire anche il lido Arcobaleno, mentre il lido Internazionale ha fatto domanda ma, per impedimenti burocratici, non si sa ancora quando riuscirà a partire. Di tutti gli altri ancora non si ha notizia». Secondo Ragusa i gestori per ora stanno facendo delle valutazioni. «In estate c’è tanta gente che viene attratta dagli stabilimenti balneari, perché tutto ruota attorno al mare e alla sua fruibilità. Restando aperti gli altri mesi dell’anno, dobbiamo essere bravi a creare le condizioni per attrarre nuovi flussi turistici, non solo locali, ma anche italiani e stranieri. Ancora però non siamo riusciti a fare sistema e a creare circuiti con albergatori e tour operator.

Dunque, solo chi saprà fare tutto questo e, soprattutto, chi saprà renderlo sostenibile per poter mantenere la struttura, potrà restare aperto tutto l’anno. Perché vedete, l’elemento positivo di questa legge è che si garantiscono di più i livelli occupazionali, in virtù del fatto che non si faranno più contratti di quattro mesi ma a tempo indeterminato, e, soprattutto, si potrà assumere personale più qualificato e professionale che per pochi mesi l’anno era difficile reperire. E inoltre, si favorirà il recupero e il mantenimento delle strutture balneari, oltre che il rilancio del territorio e dell’economia. Destagionalizzare significherà anche garantire sicurezza, pulizia, controllo e ordine sulle coste. Ma, come dicevo, per fare tutto questo serviranno risorse. Cioè, riempire le strutture tutto l’anno. Chi riuscirà in quest’impresa - ribadisce Ragusa - alla luce del fatto che la mancata sburocratizzazione di certe procedure, spesso ostacolo allo sviluppo e alla crescita delle aziende, è un’occasione persa da questa legge? ».

A parte la Plaia, ci sono alcuni stabilimenti balneari della scogliera interessati a destagionalizzare. «Ma lì il discorso si fa più complicato - spiega Ragusa -. Tenere aperta una struttura per 12 mesi alla Plaia non comporta alcun rischio, mentre una piattaforma di legno montata sugli scogli che garanzie di tenuta dà nel caso di forti mareggiate e di avverse condizioni meteorologiche? Dunque bisognerà prima studiare il modo per garantire la massima sicurezza, poi si vedrà». Mancano tre settimane all’avvio della stagione balneare e sette all’apertura della stagione abbonamenti, che comincerà il 1° giugno e si concluderà il 30 settembre, ma il viale Kennedy della Plaia versa nella ormai solita condizione di degrado. «Fino a oggi non è stato fatto alcun intervento - conclude Ragusa -. Servirebbero almeno una riqualificazione del verde, visto che le sterpaglie fanno brutta mostra lungo i new jersey, e la pulizia di tutta la strada. Il resto, come interrare le linee telefoniche o ripristinare l’illuminazione, lo considero pura fantasia».

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